28 Novembre 2020
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Nobile di Montepulciano: la prima DOCG italiana festeggia 40 anni. Brindiamo con Salcheto e Bindella

22-10-2020 - Per Bacco!
Il vino Nobile di Montepulciano e i suoi primi quarant'anni. Correva infatti il 1980 quando il Ministero dell'Agricoltura rilasciava l'etichetta Serie AA nr 000001, la prima in tutta Italia a identificare una D.O.C.G.
Un riconoscimento prestigioso, questo, che ha contribuito a collocare il Nobile di Montepulciano tra i vini più rinomati nel nostro Paese e nel mondo.

Punto di contatto tra la Valdichiana e la val d'Orcia, la cittadina di Montepulciano si fregia di un patrimonio architettonico di tutto rispetto con remote origini etrusche, oltre a vantare un paesaggio eccezionale custodito con cura da generazioni e generazioni. Vigneti, certo, da cui nasce l'originale e inconfondibile Nobile di Montepulciano: rosso pregiato di grande personalità. Ma qui non mancano anche altre ricchezze naturali come la Riserva del Lago di Montepulciano e le acque sorgive delle terme, che sono riconosciute nel mondo per le straordinarie qualità terapeutiche.

Il nostro viaggio attraverso le cantine di Montepulciano parte da una realtà che ha fatto della salvaguardia dell'ambiente una vera e propria parola d'ordine, e va da sé che sia in vigna sia in cantina si lavora secondo i principi del biologico e della biodinamica.
Stiamo parlando di Salcheto (www.salcheto.it). Salco in antico toscano significa Salice. In passato coi suoi rami si legavano le viti. Oggi questa azienda all'avanguardia lo ripianta a ciclo continuo, al fine di creare biomasse che contribuiscano all'autonomia energetica della cantina. Sì, perché l'attenzione alla sostenibilità qui si riassume anche nel fatto che ogni anno stilano un bilancio certificato da terzi per mantenere sotto controllo le emissioni, il consumo di acqua e la qualità biologica del suolo.

In questo contesto green prendono forma etichette ad alto contenuto qualitativo, sulle quali spicca il Salco Nobile di Montepulciano. Si tratta di un cru proveniente dall'appezzamento più maturo dell'azienda e si ottiene grazie a un clone di Sangiovese Prugnolo Gentile. A ogni vendemmia le bacche raggiungono con facilità una leggera surmaturazione e dopo due anni in legno, affina in bottiglia sino a quattro anni prima di poter essere stappato. Ecco un nettare color rubino splendente al calice. Alterna profumi di carattere minerale a sentori di lavanda, ciliegia, spezie fini e trame balsamiche. Al palato esprime un elegante tannino, oltre a una piacevole sapidità. Persistente sul finale, si sposa benissimo col maialino lardellato.

Altro vino molto rappresentativo di Salcheto è il Nobile. Prugnolo Gentile in purezza, si annuncia avvolto da un intrigante color rubino. Al naso regala dense sensazioni di ciliegie e frutti selvatici, accanto a pennellate balsamiche. All'assaggio appare molto ben strutturato, con tannini evoluti. Dotato di un'ottima persistenza, si abbina all'arista al forno con salsa di prugne.

Non ultima, segnaliamo la collezione Obvius. Fa parte di una linea IGT comprendente quattro vini (rosso, rosato, vendemmia tardiva e bianco, tutti accomunati dall'essere realizzati senza l'aggiunta di solfiti e non filtrati. Noi abbiamo degustato il bianco, sapiente uvaggio di Trebbiano e Vermentino, splendente di nuance oro per un naso profumato di albicocca, susina gialla e acacia. Al sorso è succoso, rifinito da adeguata freschezza e chiusura minerale.

C'è fermento alla Cantina Bindella, Tenuta Vallocaia (www.bindella.it), nel cuore del bellissimo territorio di Argiano: a coronamento di un grande progetto concepito più di trent'anni fa, verranno infatti inaugurate entro la prossima primavera la cantina e la vinoteca.
Anche questa Cantina ha a cuore l'ambiente e la sostenibilità. La loro filosofia è strettamente legata al rispetto della natura e a quanto questa riesce a offrire, senza forzature Un modus operandi che viene adottato anche nel momento in cui i vini maturano nelle cantine. Semplicemente, non vengono toccati.
Incastonati in un quadro naturale e paesaggistico da togliere il fiato, i vigneti rientrano nella zona di produzione del Vino Nobile di Montepulciano e crescono su terreni caratterizzati da un' abbondante presenza di sabbia. Peculiarità, questa, importantissima per conferire ai vini eleganza e tipicità.

Punta di diamante dell'azienda è il pluripremiato Nobile di Montepulciano Riserva Vallocaia, cru d'eccellenza, massima espressione del Sangiovese, proveniente dal vigneto di Argiano e prodotto solo nelle migliori annate. Dopo un affinamento di due anni in botte e uno in bottiglia, si veste di rubino impenetrabile. Seducente al naso, sprigiona raffinati aromi di ciliegia, marasca e note vanigliate. Al palato è imponente, con tannini fitti e perfettamente estratti. Lunghissimo il finale.

Una maturazione leggermente inferiore in tonneaux è riservata invece al Nobile di Montepulciano I Quadri. I vigneti di provenienza sono quelli di Santa Maria e il nettare prodotto è rubino terso. Effluvi di ciliegie e sottobosco giungono al naso, mentre l'eleganza del tannino strega il palato. Da provare su un petto d'anatra al tartufo.

E infine il Nobile di Montepulciano Bindella: 85% Sangiovese e il restante 15 tra Colorino, Cannaiolo e Mammolo, si presente anche lui agghindato di un bel color rubino. Al naso si distinguono nitidamente rosa e frutti rossi, che ben si amalgamano a delicate note balsamiche. Bocca ben proporzionata tar giusta morbidezza e tensione fresco/sapida. Si accompagna a primi con condimenti elaborati.

Ludovico Paganelli

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