Masseto 2018: elegante trama di seta di un vino unico al mondo
23-11-2021 - Per Bacco!

Si dice che l'attesa di un piacere rappresenti un piacere a sé, ma l'apice è l'istante in cui esso finalmente si raggiunge, quando il desiderio si trasforma in materia. Finalmente, dopo anni di affinamento esce sul mercato Masseto 2018, rappresentazione di raffinata eleganza dalla profonda intensità olfattiva che scorre nel tessuto setoso di questo vino.
L'uomo, il suolo e la vigna. Sono questi i tre elementi determinanti per la riuscita di questo vino che si è imposto tra i più apprezzati in Italia e nel mondo.
Masseto nasce dall'intuizione di scommettere su una terra difficile intravedendo in essa grandi potenzialità: "un luogo incontaminato, aspro e primitivo, per niente facile da lavorare. Le condizioni sono estreme, eppure questo vigneto non manca mai di stupirci. Davvero un luogo magico in cui è la natura a prendere le decisioni più importanti”. Così lo descrive Axel Heinz, Direttore di tenuta.
L'idea è quella di interpretare lo spirito della natura per poi lasciarlo esprimere senza limiti, perché tutto ruota intorno a un vigneto straordinario e allo stesso tempo molto impegnativo. Sono infatti le mani esperte di chi ama ogni singola pianta e ne conosce l'anima in profondità quelle che lo conducono. Tutto questo per ottenere un vino senza alcuna forzatura, accompagnato con un'azione il più possibile limitata in cantina per ottenerne l'espressione massima del terroir in cui nasce.
Masseto 2018 è un vino che rispecchia perfettamente terroir e annata.
Dopo la stagione siccitosa del 2017, l'inverno 2018 sembrava indicare un ritorno alla normalità, ma una primavera tra le più piovose nella storia di Masseto, con temperature più alte della media, ha portato a una rapida crescita vegetativa con il rischio concreto di insorgenza di malattie. Soltanto il tempismo della squadra ha permesso di tenere saldo il controllo delle viti attraverso il diradamento dei tralci e il corretto posizionamento dell'apparato fogliare. Grazie al sapiente gioco tra ombra e luce ottenuto, foglie e uve si sono mantenute sane.
La vendemmia 2018 è stata la prima a trovare interamente dimora nella nuova cantina scavata in profondità nell'argilla blu su cui sorge il vigneto, tra pareti che rappresentano un tributo fisico e simbolico alla storia della tenuta e all'intuizione di chi in questa terra ha creduto. Il doppio tavolo di cernita ha permesso la selezione dei soli acini perfetti. La fermentazione è avvenuta in vasche di cemento, la fermentazione malolattica è iniziata in barrique di rovere nuove con i lotti separati per i primi 12 mesi per poi essere assemblati e lasciati riposare ancora in legno per un altro anno.
L'uomo, il suolo e la vigna. Sono questi i tre elementi determinanti per la riuscita di questo vino che si è imposto tra i più apprezzati in Italia e nel mondo.
Masseto nasce dall'intuizione di scommettere su una terra difficile intravedendo in essa grandi potenzialità: "un luogo incontaminato, aspro e primitivo, per niente facile da lavorare. Le condizioni sono estreme, eppure questo vigneto non manca mai di stupirci. Davvero un luogo magico in cui è la natura a prendere le decisioni più importanti”. Così lo descrive Axel Heinz, Direttore di tenuta.
L'idea è quella di interpretare lo spirito della natura per poi lasciarlo esprimere senza limiti, perché tutto ruota intorno a un vigneto straordinario e allo stesso tempo molto impegnativo. Sono infatti le mani esperte di chi ama ogni singola pianta e ne conosce l'anima in profondità quelle che lo conducono. Tutto questo per ottenere un vino senza alcuna forzatura, accompagnato con un'azione il più possibile limitata in cantina per ottenerne l'espressione massima del terroir in cui nasce.
Masseto 2018 è un vino che rispecchia perfettamente terroir e annata.
Dopo la stagione siccitosa del 2017, l'inverno 2018 sembrava indicare un ritorno alla normalità, ma una primavera tra le più piovose nella storia di Masseto, con temperature più alte della media, ha portato a una rapida crescita vegetativa con il rischio concreto di insorgenza di malattie. Soltanto il tempismo della squadra ha permesso di tenere saldo il controllo delle viti attraverso il diradamento dei tralci e il corretto posizionamento dell'apparato fogliare. Grazie al sapiente gioco tra ombra e luce ottenuto, foglie e uve si sono mantenute sane.
La vendemmia 2018 è stata la prima a trovare interamente dimora nella nuova cantina scavata in profondità nell'argilla blu su cui sorge il vigneto, tra pareti che rappresentano un tributo fisico e simbolico alla storia della tenuta e all'intuizione di chi in questa terra ha creduto. Il doppio tavolo di cernita ha permesso la selezione dei soli acini perfetti. La fermentazione è avvenuta in vasche di cemento, la fermentazione malolattica è iniziata in barrique di rovere nuove con i lotti separati per i primi 12 mesi per poi essere assemblati e lasciati riposare ancora in legno per un altro anno.
Masseto 2018 stupisce per una salinità infinita che inebria lungo tutto un sorso. Allo stesso modo, non vi è segno d'eccesso nell'espressione di un equilibrio perfetto, tra pienezza e armonia che raccontano la profonda appartenenza a un terroir dall'identità inconfondibile.
Una sinfonia di note aromatiche, tinteggiate da piccoli frutti di bosco intessuti in una trama raffinata. “ciliegie perfettamente mature, prugne e rovere nuovo speziato. Il palato è ampio e ricco ma mostra una struttura raffinata e setosa figlia dell'annata 2018”. Lo descrive così Axel Heinz, definendolo “una versione particolarmente elegante che combina ricchezza e finezza”.
Una sinfonia di note aromatiche, tinteggiate da piccoli frutti di bosco intessuti in una trama raffinata. “ciliegie perfettamente mature, prugne e rovere nuovo speziato. Il palato è ampio e ricco ma mostra una struttura raffinata e setosa figlia dell'annata 2018”. Lo descrive così Axel Heinz, definendolo “una versione particolarmente elegante che combina ricchezza e finezza”.