06 Luglio 2022
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Qualità e sostenibilità nei vini della Cantina Adanti

06-12-2021 - Per Bacco!
Un vino sacro. Pare infatti che il nome “Sagrantino” derivi dal latino sacer, che significa sacro, appunto.
Sulle pendici collinari che ancora oggi impreziosiscono questo angolo incantevole dell'Umbria, l'uva veniva coltivata dai frati, i quali poi ne ricavavano un passito destinato ai riti religiosi.
Ma non solo. La storia narra che pure i contadini dell'epoca ne stappavano le bottiglie solo in occasione di festività e ricorrenze religiose, come ad esempio la Pasqua o il Natale, che in qualche modo contribuivano a scandire il calendario e il lento ritmo della vita.
Oggi, a distanza di secoli, il Sagrantino di Montefalco è un vino conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Grazie all'enorme successo ottenuto negli ultimi decenni, il ruolo centrale nella produzione d'eccellenza tutta italiana di quest'area collinare interessata alla produzione del Montefalco DOCG, viene riconosciuto da tutto il panorama vitivinicolo internazionale.
Un successo sacrosanto, giusto per restare in tema, e acquisito per merito dell'esperienza e della serietà dei coltivatori, accanto allo spirito imprenditoriale delle sessantadue aziende che oggi fanno parte del Consorzio Tutela Vini di Montefalco (www.consorziomontefalco.it).

Il Montefalco Sagrantino ottiene la DOCG nel 1992 e il comune omonimo è naturalmente il cuore simbolico e geografico di tutta la valle umbra, che per la sua centralità ha ricevuto l'affascinante appellativo di “Ringhiera dell'Umbria”, grazie alla splendida vista che si affaccia sui Monti Martani, gli Appennini e le città di Spoleto, Trevi, Foligno, Spello e Assisi. Una zona collinare da scoprire passo dopo passo, lungo la quale i vigneti trovano la massima espressione entro una fascia di altitudine compresa tra i 220 e i 470 metri sopra il livello del mare. Il clima sostanzialmente mediterraneo completa l'opera: estati calde ma non afose, inverni abbastanza freddi e discretamente piovosi garantiscono un vino di grande struttura e di straordinaria longevità.

Tra le realtà agricole di Montefalco che hanno contribuito alla consacrazione di questo angolo di Umbria nel panorama vitivinicolo internazionale, troviamo a Bevagna (PG) l'Azienda Agricola Adanti (www.cantineadanti.com): quaranta ettari di terreno, di cui trenta dedicati alla vite e dieci all'oliveto, situati nelle zone collinari di Arquata e di Colcimino.

Con la ristrutturazione di un vecchio convento dei Frati Celestini, è grazie all'intuizione di Domenico Adanti che negli anni Sessanta nasce questa azienda, la cui specifica missione è produrre vini di alta qualità. E nel solco di questa missione, oggi le figlie Daniela e Donatella portano avanti con passione e dedizione una produzione di vino e olio che si distingue per qualità, rispetto del territorio e delle tradizioni.
Ma non solo. L'Azienda Agricola Adanti fa parte dell'Associazione Grandi Cru di Montefalco, che dal 2010 ha ideato e sviluppato il progetto New Green Revolution. Si tratta del primo protocollo italiano di sostenibilità della produzione vitivinicola e nasce proprio con l'obiettivo di creare nuovi modelli di sviluppo legati alla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Grazie agli impianti fotovoltaici, Adanti è così impegnata a ridurre non solo le emissioni di anidride carbonica, ma anche di fitofarmaci ed erbicidi.

Naturalmente il loro vino di punta è il Montefalco Sagrantino DOCG, un vino capace di un lungo invecchiamento grazie al notevole patrimonio polifenolico.
Si presenta al calice vestito di color rosso rubino, con qualche sfumatura granata. Ammaliante al naso, esprime un connubio affascinante tra la dolcezza della frutta matura, l'ampia speziatura e le note salmastre. L'impatto al palato è sorprendente, con una trama tannica di grande finezza che sfuma su note piacevolmente fruttate. Da sottolineare la lunghissima persistenza.

Restando sempre tra i rossi, troviamo il Montefalco. Realizzato in prevalenza da uve Sangiovese, con un'aggiunta di Sagrantino, Barbera e Merlot, si rivela con un bel color rubino e riflessi porpora. Profili speziati e fruttati, come mora, amarena e violetta, si intrecciano tra loro all'olfatto, mentre al palato appare fresco ed equilibrato, con una gradevole trama tannica.

Da uve Grechetto in purezza, nasce l'omonimo bianco DOC: elegantissimo color oro, sprigiona al naso effluvi intensi di frutta, come ananas, pesca e agrumi. Stupisce il palato per il notevole equilibrio, la freschezza agrumata e la spiccata sapidità. È un ottimo abbinamento alle lasagne ai funghi in bianco.

Ludovico Paganelli

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