03 Luglio 2020
Lo Scaffale. Libri in Viaggio

XY - Sandro Veronesi

Narrativa
Il libro, infatti, non è un giallo perché, ancorché la storia parta da un delitto la cui efferatezza va oltre l´umana comprensione e la trama si sviluppi parallelamente alle ricerche di polizia e autorità giudiziarie, l´"assassino" ed il movente rimangono sconosciuti anche alla fine del romanzo.

Il libro non è neppure un racconto di fantascienza perché, benché alcuni aspetti dello spaventoso fatto di sangue non possano essere spiegati se non facendo ricorso a cause soprannaturali (undici persone morte, apparentemente, con modalità differenti e in ore diverse ma, nella realtà, tutte insieme e nello stesso luogo - il bosco innevato intorno a un borgo di montagna dall´evocativo nome di San Giuda - di cui una uccisa dall´attacco di uno squalo, un´altra decapitata da un colpo di sciabola ed un´altra ancora morta per overdose di eroina), sulla scena non compaiono né marziani, né altre forme di vita diverse da don Ermete, il parroco del borgo fra i primi ad essere accorso sul luogo del delitto, Giovanna Gassion, una giovane psicologa giunta nella desolata località per cercare di capire se e come un tale trauma collettivo abbia potuto incidere sulla psiche degli abitanti del paese, e gli abitanti del paese stesso.

Il libro è, forse più di tutto, un´indagine: un´indagine che parte dal "chi" (o dal "cosa") per orientarsi progressivamente al "perché", che da esteriore diventa poco per volta interiore, addentrandosi nelle coscienze dei due principali protagonisti - la psicologa ed il parroco - per poi dilagare lentamente in quelle di tutti noi. Una ricerca che prende spunto da un fatto "inspiegabile", talmente inverosimile da non poter trovare una spiegazione razionale, e che, vagliate una molteplicità di ipotesi fra loro incongruenti - e quindi, di volta in volta scartate -, ci porta lentamente a capire che forse la soluzione risiede proprio nella non comprensione, nello sgretolamento delle certezze, o meglio, nella tolleranza dell´"insaturo", del vuoto, dell´assenza di senso: "se si osserva solo ciò che si comprende, finisce che si esiste solo in ciò che si comprende".

Per condurci in questo percorso di dissonanze cognitive l´autore, disseminando il suo racconto di simbolismi e di preziosi indizi, si serve di personaggi con caratteristiche "opposte" (x e y, appunto): il prete, simbolo di un credo dogmatico, e la psicologa, emblema della conoscenza del possibile, ma anche un uomo e una donna ed ancora l´esperienza che deriva da una vita vissuta a contatto fra le persone e la fredda erudizione di stampo accademico.


In questo borgo immerso per tutto il racconto nella livida luce di una perenne bufera (di neve ma anche di conflitti irrisolti fra gli abitanti) il terribile trauma viene così superato con una sorta di collettiva seduta di psicoanalisi, alla fine della quale si è imparato ad accettare, senza colpe, quello che accade ed a credere anche nell´incomprensibile.
"Un fatto non può "tornare" come torna un conto, perché noi non conosciamo tutti i fattori necessari ma soltanto pochi elementi per lo più secondari. E ciò che è casuale, incalcolabile, incommensurabile, ha una parte troppo grande".


Marco Bigogno
da Whipart gennaio 2011


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