08 Luglio 2020
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Vini Francesi Leggendari tra Bordeaux e Sauternes

05-04-2011 - Per Bacco!
È l´Olimpo dei vini rossi. Aleggia qui l´anima di Bacco, che in questi territori unici per microclimi, varietà e fascino rende l´atmosfera di ben 120 mila ettari di terreno ricca di leggenda e mito. Siamo a Bordeaux e subito tornano alla mente nomi magici e straordinari come Margaux, Mouton Rothschild, Latour, Lafite, Haut Brion e Yquem. Châteaux storici ed evocativi che tutti gli appassionati di vino sognano di poter offrire loro un posto d´onore nella propria cantina. Sì perché a Bordeaux ogni bottiglia porta il nome di uno Château. Ma non è questo l´unico segno di distinzione. Le cantine non si chiamano caves come nel resto della Francia, ma chais. Le botti in legno si chiamano barriques e non tonneaux. Tutto qui è speciale.

La strada del vino si snoda tra dolci panorami per circa 200 chilometri: da Saint Emillon risalendo la Garonna e la Gioronda, ecco aprirsi agli occhi vigneti ordinati e ben curati, prestigiosi castelli, dune, pinete, fiumi e infine l´Oceano che si presenta in tutta la sua maestosità una volta arrivati a Le Verdon sur-Mer, città posta sull´estuario della Gironda e che in qualche modo segna la conclusione di un itinerario unico e incantevole.
Si attraversano allora paesi leggendari come Sauternes, regno incontrastato dell´omonimo vino dolce e voluttuoso, Léognan e poi Bordeaux. Vera e propria Città del Vino, veniva chiamata dai Celti "Porto della Luna". Oggi Bordeaux è annoverata dal 2007 tra i siti Patrimonio dell´Umanità protetti dall´UNESCO. Merita assolutamente una visita il centro storico, passeggiando tra Place de la Bourse, l´antico quartiere di Saint-Pierre e l´Esplanade de Quinconces.

Proseguendo verso nord-est si entra nel mitico Médoc, una lingua di terra lunga e stretta adagiata tra l´Atlantico e la Gironda. È qui che i filari di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot danno vita ai vini rossi più prestigiosi del mondo capeggiati dai 5 Premiers Crus Château Lafite, Château Latour, Château Margaux, Château Mouton-Rothschild e Château Haut-Brion.
Accanto a questi mostri sacri dell´enologia, non bisogna tuttavia lasciarsi sfuggire il taglio bordolese realizzato a Pauillac da Château Pichon Longueville (www.pichonlongueville.com). Fa parte del Gruppo Axa Millésimes, che possiede inoltre due altri prestigiosi Châteaux: Château Petit-Village a Pomerol (www.petit-village.com) e Château Suduiraut (www.suduiraut.com) situato nel comune di Preignac, che accanto a Sauternes, Bommes, Bersac e Fargues, fa parte di quei cinque meravigliosi comuni che danno vita al mitico Sauternes.

Ma andiamo con ordine e degustiamo una per una queste tre eccellenti etichette. Il Bordeaux Château Pichon Longueville 2005 nasce da un sapiente assemblaggio di Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc, i cui acini vengono selezionati con grande rigore assicurando una produzione di altissima qualità. Classificato tra i Second Cru Classé del Médoc, Le Château Pichon Longueville si presenta al calice vestito di un color rosso rubino quasi impenetrabile. Una compattezza cromatica che fa da preludio a un olfatto di superba eleganza. E infatti è così. Al naso regala profondi aromi fruttati, tra i quali spiccano ribes, ciliegie e mirtilli. Oltre a una sinfonia di pepe nero, caffè e rosmarino che completano l´opera. Al palato è seducente e incantevole. Presenta tutte le caratteristiche di un grande vino: piena armonia nel gusto, accanto a una sensualità unica grazie alla dolcezza e alla morbidezza dei tannini. Il finale è persistente e gioca su splendidi richiami di sottobosco e frutta secca.

Ma prima di abbandonare il Médoc e spostarci verso Pomerol, restiamo a Pauillac e andiamo a visitare Château Pontet-Canet (www.pontet-canet.com). Ottanta ettari di terreni anche qui fortemente vocati alla produzione di Cabernet Sauvignon. Ma a cui si aggiungono pure importanti vigne di Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot, indispensabili per firmare il Bordeaux. Quello di Château Pontet-Canet si presenta in un accattivante color rosso rubino intenso, profondo, che a volte sembra apparire quasi nero. Al naso emergono sentori caratteristici, tra cui spiccano ribes, liquirizia, prugna e cacao. Come tutti i grandi Bordeaux, al palato risulta ampio, potente, denso ed elegante. Pregevoli i tannini.

Sui magnifici vigneti dislocati nel cuore di Pomerol, nasce invece Le Château Petit-Village: il Merlot gli conferisce morbidezza e rotondità, ma l´aggiunta di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon è indispensabile per donargli struttura e complessità. Il millesimo 2005 si manifesta avvolto in un grazioso color rosso rubino. Il naso è complesso: emergono aromi decisi di frutti maturi, ma anche impronte balsamiche e speziate. In bocca è sensuale e aristocratico, di grande struttura e complessità. Trasmette una straordinaria sensazione setosa, tipica dei vini di Pomerol. Notevoli i tannini così come la grande persistenza aromatica. Spettacolare se custodito in cantina a invecchiare.

Dulcis in fundo, ecco a voi Sua Maestà il Sauternes. Da sempre si distingue per complessità aromatica ed eleganza. Le sue uve, Sémillon e una piccolissima percentuale di Sauvignon, crescono coccolate da un microclima ideale che culmina in autunno quando l´alternarsi della bruma del mattino con la calura del giorno e l´umidità della notte, favorisce la proliferazione della mitica Botrytis Cinerea. Si tratta di una muffa nobile che va a formarsi sugli acini dei grappoli non ancora raccolti, causando un´evaporazione dell´acqua e aumentando a dismisura gli zuccheri e i sapori. Inutile dire che tale muffa è indispensabile e preziosa per la creazione del Sauternes. Ma la resa è purtroppo molto bassa e questo spiega il costo di una bottiglia.

Non possiamo non citare a questo punto il Re di tutti i Sauternes: Château d´Yquem (www.chateau-yquem.fr). Dal 1855 è l´unico Premier Cru Supérieur nella classificazione dei vini bianchi della Gironda. Se vi trovate in zona prenotate una visita al Castello: i vigneti che lo circondano sono di una perfezione assoluta, un vero e proprio giardino incantato. Tra gli eleganti filari, i pochi acini ammuffiti danno così vita a una delle etichette più ambite dai collezionisti e dai buongustai di tutto il mondo.

Poco distante da qui, a soli dieci minuti d´auto, si trova un altro Château degno di nota che produce un eccellente Sauternes. Stiamo parlando del Château Suduiraut 2005, Premier Cru Classé nel 1855. Si annuncia al calice vestito di un affascinante color oro intenso e brillante. Spettacolare al naso, dove sprigiona un bouquet di aromi complessi, intensi e persistenti come frutta fresca tropicale (mango e ananas), scorze di agrumi, cannella e pepe bianco. Attraente al palato. Passionale per la sua pienezza e rotondità, si caratterizza per l´elegante e vellutata dolcezza. Strabiliante sul finale, imprime in bocca una persistenza lunghissima, fresca e pulita. È un vino capace di invecchiare a lungo senza perdere smalto. Si consiglia infatti di degustare il Château Suduiraut 2005 tra il 2015 e il 2030. Certo, occorre avere pazienza. Ma risulterà impagabile su foie gras e formaggi erborinati. Eccellente anche se assaporato in solitudine come vino da meditazione.


A cura di
Ludovico Paganelli





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