22 Agosto 2019
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Viaggio nei territori di Montefalco. Vini e non solo alla Tenuta Bellafonte e alla Cantina Montioni

28-05-2019 - Per Bacco!

Un vino sacro. Pare infatti che il nome “Sagrantino” derivi dal latino sacer, che significa sacro, appunto.
Sulle pendici collinari che ancora oggi impreziosiscono questo angolo incantevole dell'Umbria, l'uva veniva coltivata dai frati, i quali poi ne ricavavano un passito destinato ai riti religiosi.
Ma non solo. La storia narra che pure i contadini dell'epoca ne stappavano le bottiglie solo in occasione di festività e ricorrenze religiose, come ad esempio la Pasqua o il Natale, che in qualche modo contribuivano a scandire il calendario e il lento ritmo della vita.
Oggi, a distanza di secoli, il Sagrantino di Montefalco è un vino conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Grazie all'enorme successo ottenuto negli ultimi decenni, il ruolo centrale nella produzione d'eccellenza tutta italiana di quest'area collinare interessata alla produzione del Montefalco DOCG, viene riconosciuto da tutto il panorama vitivinicolo internazionale.
Un successo sacrosanto, giusto per restare in tema, e acquisito per merito dell'esperienza e della serietà dei coltivatori, accanto allo spirito imprenditoriale delle sessantadue aziende che oggi fanno parte del Consorzio Tutela Vini di Montefalco (www.consorziomontefalco.it).

Il Montefalco Sagrantino ottiene la DOCG nel 1992 e il comune omonimo è naturalmente il cuore simbolico e geografico di tutta la valle umbra, che per la sua centralità ha ricevuto l'affascinante appellativo di “Ringhiera dell'Umbria”, grazie alla splendida vista che si affaccia sui Monti Martani, gli Appennini e le città di Spoleto, Trevi, Foligno, Spello e Assisi. Una zona collinare da scoprire passo dopo passo, lungo la quale i vigneti trovano la massima espressione entro una fascia di altitudine compresa tra i 220 e i 470 metri sopra il livello del mare. Il clima sostanzialmente mediterraneo completa l'opera: estati calde ma non afose, inverni abbastanza freddi e discretamente piovosi garantiscono un vino di grande struttura e di straordinaria longevità.
Sino al 28 settembre andrà in scena un'occasione da non perdere per avvicinarsi al mondo del Sagrantino. Stiamo parlando del Sagrantino Experience, un contenitore di eventi proposto dall'Associazione Strada del Sagrantino e ideato per promuovere non solo i vini del territorio, ma anche aziende, frantoi e fattorie.

Tutte le info all'indirizzo www.stradadelsagrantino.it/evento-dettaglio.php?id_eve=sagrantino-experience-primavera-estate-2019-umbria-italia

Tra le realtà agricole di Montefalco che hanno contribuito alla consacrazione di questo angolo di Umbria nel panorama vitivinicolo internazionale, troviamo a Bevagna (PG) la Tenuta Bellafonte (www.tenutabellafonte.it).
Il patron dell'azienda, Peter Heilbron ha le idee molto chiare in merito alla realizzazione delle proprie etichette: valorizzare i vitigni e il terroir, e al tempo stesso restare fedele alle tradizioni contadine, al passo con i tempi dettati dalla natura. Non a caso, infatti, la tenuta è costruita secondo criteri a basso impatto ambientale, con pannelli fotovoltaici, caldaia a biomassa e un sistema di circolazione dell'aria garantita da condotte sotterranee in grado di condizionare temperatura e umidità in maniera del tutto naturale.
Tutti i lavori in vigna vengono poi effettuati solo con l'ausilio di mezzi meccanici che permettono di evitare il ricorso a diserbanti chimici.
Si chiama Collenottolo il loro vino di punta ed è un Montefalco Sagrantino DOCG la cui annata 2014 ha ottenuto i 5 Grappoli A.I.S.
Si presenta al calice vestito di color rosso rubino, con qualche sfumatura granata. Ammaliante al naso, esprime un connubio affascinante tra la dolcezza della frutta matura, l'ampia speziatura e le note salmastre. L'impatto al palato è sorprendente, con una trama tannica di grande finezza che sfuma su note piacevolmente fruttate. Da sottolineare la persistenza. Offre il meglio di sé anche se degustato in meditazione.
Restando sempre tra i rossi, Pomontino è invece il nome del Montefalco DOC. Realizzato in prevalenza da uve Sangiovese, con un'aggiunta di Sagrantino al 20%, si rivela con un bel color rubino e riflessi porpora. Profili speziati e fruttati, come mora, amarena e violetta, si intrecciano tra loro all'olfatto, mentre al palato appare fresco ed equilibrato, con una gradevole trama tannica.
Tornata alla ribalta soprattutto nell'ultimo decennio, la varietà Trebbiano Spoletino caratterizza il grande bianco della Tenuta Bellafonte. Battezzato Arnèto, matura sei mesi sui lieviti in botti di rovere e poi affina in bottiglia per almeno altri cinque. Elegantissimo color oro, sprigiona al naso effluvi intensi di frutta, come ananas, pesca e agrumi. Stupisce il palato per il notevole equilibrio, la freschezza agrumata e la spiccata sapidità. È un ottimo abbinamento alle lasagne ai funghi in bianco.

Giusto a Montefalco, sorge inoltre il quartier generale della Cantina Montioni (www.gabrielemontioni.it), anch'essa schierata in prima linea nella difesa dell'ambiente: tradizione, qualità e rispetto per la natura rappresentano infatti i principi cardine della loro filosofia e da oltre trent'anni distinguono la famiglia Montioni come una delle realtà agricole più innovative d'Italia.
Qui le due colture simbolo dell'Umbria corrono su binari paralleli. Vino e olio convivono tra loro e creano una sinergia davvero efficace, in cui spiccano qualità ed eccellenza.
Da non perdere, quindi, l'assaggio dell'extra vergine di oliva dal carattere robusto e dalle piacevoli sensazioni piccanti e di mandorla fresca che vengono impresse al palato.
Tornando ai vini, ecco il Sagrantino di Montefalco DOCG che sino a trenta mesi affina in botte di rovere piccola e poi altri 8 in bottiglia.
Color rosso rubino intenso e riflessi granata, incanta l'olfatto diffondendo nobili sentori di spezie orientali, mora e prugna sotto spirito. In bocca svela un gran carattere, il tannino è possente ma molto ben integrato. Eccellente sui formaggi stagionati.
Il Montefalco Rosso DOC è di Montioni è un sapiente uvaggio di Sangiovese, Merlot e Sagrantino. Fermenta prima in acciaio e poi trascorre un anno in botte di rovere.
Alla vista sorprende per il color rubino brillante, mentre il naso viene sedotto da note di sottobosco, cuoio e spezie. Bocca virile e composta, con un finale che riporta nuovamente il sentore speziato già emerso in precedenza.

Ludovico Paganelli


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