30 Novembre 2020
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Tenute La Montina e Barone Pizzini: due perle in Franciacorta

28-11-2016 - Per Bacco!
Sempre più richiesto e sempre più in ascesa sui mercati: il Metodo Classico prodotto in Franciacorta si conferma sempre di più tra le eccellenze del Made in Italy. Basti pensare che solo nel 2015 son state vendute quasi 17 milioni di bottiglie, con un incremento di ben 1 milione e mezzo rispetto all´anno precedente.

Numeri da capogiro, grazie anche alla vetrina internazionale garantita dal successo di Expo, dove il Franciacorta, tra i protagonisti della kermesse milanese, ha consacrato il suo successo planetario. Con oltre 2800 ettari di terreno coltivati a vite e qualcosa come 113 cantine associate, si può considerare come uno dei fenomeni italiani del nuovo millennio.

Un territorio tutto lombardo nella sinuosa provincia di Brescia e vocato alla viticoltura da tempo immemorabile. È delimitato a est dalle colline rocciose e moreniche di Rodengo, Ome, Gussago e Cellatica, a nord dalle sponde del Lago d´Iseo e dalle ultime propaggini delle Alpi Retiche, a ovest dal Fiume Oglio e a sud delle colline del Montorfano. Si raggiunge facilmente da Milano uscendo a Palazzolo lungo l´A4 Milano-Venezia. Perché è assolutamente da non perdere un panoramico giro turistico in Franciacorta, visitando alcune delle più prestigiose e rinomate cantine della zona, alla scoperta dei grandi Spumanti Metodo Classico che l´hanno resa celebre.

Tra filari di viti, dolci colline, piccoli borghi, castelli, abbazie, torri merlate e ville patrizie immerse nel verde di parchi secolari. Sono queste le bellezze che disegnano il territorio toccato dalla Strada del Vino Franciacorta: un paesaggio di particolare suggestione e ricco di significative presenze artistiche.

È in questo contesto che sorgono Le Tenute La Montina (www.lamontina.com), ubicate a Monticelli Brusati, provincia di Brescia, tra il Lago d´Iseo e l´anfiteatro morenico della Franciacorta, ossia un tratto di terra caratterizzato da terreni molto particolari, ricchi di sabbia e limo e in genere poveri di argilla. Una zona che gode quindi di uno speciale microclima particolarmente favorevole alla coltivazione della vite.

L´Azienda conta ben 72 ettari di terreno, che garantiscono una produzione di altissimo livello che spazia dal Dosaggio Zero al Demi Sec: l´intera gamma delle etichette La Montina, con le sue 380 mila bottiglie, soddisfa i palati più esigenti, compresi quelli dei tifosi milanisti grazie alla linea speciale che per il secondo anno consecutivo veste i colori del Milan. Dopo il Satèn, infatti, quest´anno è il Millesimato Brut 2010 a riportare in etichetta il prestigioso nome del club di calcio più titolato al mondo.

Da quasi trent´anni La Montina si afferma tra le più importanti e storiche aziende in Franciacorta e grazie all´impegno e alla dedizione dei Fratelli Bozza, fondatori della cantina, garantisce a ogni annata qualità cruciali come equilibrio, ricchezza e struttura.
Già, la cantina. Vale davvero la pena visitarla: si estende nel sottoterra per oltre 7 mila metri quadrati e per tutto l´anno mantiene le condizioni ottimali per la giusta maturazione di vini. Da sempre accolgono ogni giorno dell´anno gli enoturisti che vengono accompagnati in visite guidate che illustrano i complessi percorsi che portano dalla vigna alla bottiglia finita. Basta prenotare all´indirizzo mail amministrazione@lamontina.it e con una spesa variabile da 10 a 20 euro a testa si possono assaggiare i pregiati spumanti.

Tre la bollicine più rappresentative troviamo il Franciacorta Brut: elegante e versatile, adatto per ogni occasione. Si tratta di un sapiente assemblaggio di Chardonnay al 90% e Pinot Nero al 10. Una perfetta interpretazione del terroir: al naso è accattivante, oltre a essere dotato di profonda eleganza e decisa suadenza. Poi sprigiona un gusto irresistibile, liberando aromi di frutta fresca e agrumi. Dal colore dorato e vivo e un perlage sottilissimo, imprime al palato una raffinata sensazione di sapidità e un gusto di notevole persistenza.

A pochi chilometri da qui, a Provaglio d´Iseo, sorge invece un´altra interessantissima realtà. È Barone Pizzini (www.baronepizzini.it) che del Franciacorta è stata la primissima in assoluto a realizzarne uno interamente biologico con la vendemmia 2002.

Attenzione massima per la natura e per l´ambiente che la circonda, quindi. La cantina di Barone Pizzini rappresenta infatti la volontà di ridurre l´impatto ambientale e massimizzare il risparmio energetico. Le scelte architettoniche sono funzionali a garantire un ambiente ideale per produrre vini nel rispetto dell´ambiente. Per questo la struttura, interrata per due terzi e su una superficie di circa 5.600 metri quadrati, adotta strategie e soluzioni bioclimatiche. Pannelli fotovoltaici, sistema naturale di raffreddamento, utilizzo di pietra, legno e fitodepurazione delle acque sono solo alcuni degli accorgimenti utilizzati.

Afferma Claudio Gasparotti, architetto e tra i soci fondatori di Barone Pizzini: "Una cantina è come un albero. Ne vediamo solo una parte, il resto è interno alla terra, radicato, d​ove troviamo le ragioni del suo essere edificio, architettura. Da questa sua postura nascosta derivano la sua energia, la sua freschezza e la sua vivacità, catturate alla terra e donate al vino."

I vigneti sono dislocati su varie zone del territorio e ognuno di essi possiede proprie caratteristiche per esposizione, altitudine, composizione del terreno che lo rendono diverso da tutti gli altri.

Nascono grandi vini, premiati con riconoscimenti nazionali e internazionali, e tra loro ci preme segnalare l´Animante DOCG, vera e propria anima dell´azienda poiché racchiude in sé la natura di tutti i vigneti. È una cuvé di Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco che affina sui lieviti per un periodo che va dai 20 ai 30 mesi. Si mostra agli occhi nel suo color giallo intenso e una straordinaria e sottilissima effervescenza. Estasiante al naso grazie a una mineralità encomiabile e un ventaglio olfattivo di gran classe: gelsomino, ananas, pompelmo, cedro e nocciola. Elegante nel gusto, ancora minerale e munito di gran struttura oltre che da una piacevolissima morbidezza.

Focus: come si produce il Metodo Classico

Ogni anno gli enologi valutano le caratteristiche dei vini ottenuti principalmente da Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco per assemblarli tra loro e ottenere così la cosiddetta Cuvée. Alla Cuvée viene aggiunta la liqueur de tirage, uno sciroppo composto da vino, lieviti selezionati e zucchero di canna e si procede così all´imbottigliamento. Nel buio delle cantine i lieviti trasformano gli zuccheri in alcol e anidride carbonica, provocando la presa di spuma che conferisce allo spumante le caratteristiche bollicine. Dopo un minimo di due anni di affinamento sui lieviti, durante i quali si sviluppano i caratteristici aromi di lievito e crosta di pane, si procede al remuage ossia la rotazione lenta e progressiva di ogni singola bottiglia per consentire alla fecce di scendere verso il collo della bottiglia. Al termine del remuage, infatti, una piccola porzione di vino sul collo della bottiglia viene congelata per catturare i residui raccolti nel sottotappo. La pressione interna completa l´opera espellendo il piccolo ghiacciolo e lasciando il vino perfettamente limpido. Infine la bottiglia viene rabboccata con la cosiddetta liqueur d´expédition, una miscela a base di vino d´annata e puro zucchero di canna al fine di determinare il contenuto zuccherino dello spumante. Che a seconda del dosaggio ne determina le varie tipologie: Non Dosato, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec, Demi-Sec e Dolce.

A cura di Ludovico Paganelli

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