30 Novembre 2020
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Sua Maestà il Barolo e la sua Corte

24-11-2010 - Per Bacco!
"Tre nasi son quel che ci vuole per bere il Barolo". È una breve frase di Cesare Pavese tratta dal suo romanzo "Il Compagno". Nato a Santo Stefano Belbo, nel cuore delle Langhe, chi meglio di lui poteva citare in letteratura uno dei vini più prestigiosi, pregiati e rappresentativi del nostro territorio. E divenuto nel tempo un marchio di eccellenza dell´Italia nel mondo.
Ma dire Langhe non significa solo Barolo. A circa 25 chilometri di distanza dall´omonima città da cui questo vino prende il nome, sorge uno splendido borgo che dà nome a un altro vino di certo non meno importante: Barbaresco. Prodotto come il Barolo con uve Nebbiolo in purezza, il Barbaresco nasce a un altezza inferiore rispetto al "fratello". Fattore, questo, che ne agevola la maturazione. Non ultimo, il disciplinare prevede che il Barbaresco deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento di almeno due anni, dei quali almeno uno in botti di rovere o di castagno. Mentre il Barolo deve invecchiare per almeno tre anni, di cui due sempre in botti di rovere o di castagno.
Chiarite queste sottili ma sostanziali differenze utili per distinguere due grandi vini, cominciamo ora il nostro viaggio attraverso le Langhe.
Prima di arrivare ad Alba, considerata la capitale storica ed economica delle Langhe, facciamo una sosta a Calamandrana. Nel piccolo e pacifico paese astigiano ubicato tra Canelli e Nizza sorge il quartier generale di Michele Chiarlo (www.chiarlo.it, tel. 0141-769030). Splendida azienda vinicola in forte ascesa sia a livello nazionale che internazionale e ora tra le più grandi e dinamiche del Piemonte. Particolarmente prestigioso è il Barolo Cerequio, un cru di invidiabile eleganza e complessità nei profumi: si va dal balsamico, sino a menta e confetture di piccoli frutti. Corpo e carattere ne confermano la grande personalità. Ma non manca una fine delicatezza che lusinga il palato regalando una piacevole persistenza. Eccellente con la selvaggina. Dal podere La Court non può mancare sulle tavole degli intenditori l´omonima Barbera La Court: profumo delicato e avvolgente; gusto morbido e perfetto nel suo equilibrio acido-tannico. Da provare con le crespelle ai funghi.
Due passi nel caratteristico centro storico di Alba prima di dirigersi verso Località San Cassiano e recarsi in visita da Prunotto (www.prunotto.it, tel. 0173-280017). Storica azienda fondata nel 1904 come Cantina Sociale "ai Vini delle Langhe", da vent´anni è di proprietà della Famiglia Antinori. Collocata in un contesto di particolare bellezza per gli scenari naturali dove le colline si alternano a piccole valli degradanti in filari, tra le eccellenze che prendono forma in cantina troviamo su tutti il Barolo Bussia. Si tratta di un meraviglioso cru dal colore rosso intenso, all´inizio austero ma poi dilagante nelle sue note di ciliegia matura, cuoio e cioccolato. Sapore intenso e avvolgente, con tannini dolci e un lungo retrogusto. Immancabile davanti a una tagliata di fassone. Le uve Barbera del vigneto Costamiole danno vita all´avvolgente Barbera d´Asti Costamiole. Si presente con un profondo color granato per sprigionare un profumo intenso di prugna e ciliegia. Seduce il palato e soddisfa i sensi con tannini morbidi e ben strutturati. Perfetto su ogni tipo di selvaggina o formaggi stagionati.
Lasciamo Alba alle spalle per arrivare a La Morra. Ma prima merita una sosta il Castello di Grinzane Cavour, dove soggiornò in età molto giovane il primo Presidente del Consiglio del Regno d´Italia: Camillo Benso Conte di Cavour.
In frazione Santa Maria 28 si scorge un gran cascinale di fine Ottocento. Qui pulsa un vecchio grande cuore che dal 1878 produce incessantemente vini di pregio. Parliamo dei Poderi e Cantine Oddero (www.oddero.it, tel. 0173-50618). Premiato quest´anno per la seconda volta consecutiva dall´Associazione Italiana Sommelier con i Cinque Grappoli, il Barolo Rocche di Castiglione eccelle grazie ai suoi aromi balsamici con note di liquirizia e cioccolato. Perfetto equilibrio nel gusto, con tannini dolci e avvolgenti. Strepitoso su un filetto di manzo tartufato. Non è da meno il Barbaresco Gallina. Nel bicchiere è rosso rubino con tenui sfumature granata. Particolarmente fine al naso, esprime in bocca un gusto ricco e di gran persistenza sprigionando i più tipici aromi del nebbiolo. Ineguagliabile su un filetto di cervo.
Ancora un altro tuffo nel passato e si arriva a Barolo, delizioso paese in collina circondato da vigne dominate dal celebre castello. Qui signoreggia la storica sede della già Opera Pia Barolo e ora denominata Antiche Cantine dei Marchesi di Barolo (www.marchesidibarolo.com, tel. 0173-564400). Si conferma da sempre tra le migliori aziende produttrici, con una gamma di vini eleganti tra cui spiccano per qualità e raffinatezza i grandi cru Barolo Sarmassa e Barolo Coste di Rose. Il primo proviene da un vigneto caratterizzato dalla presenza di una rilevante quantità di pietre che rendono il suolo argilloso e calcareo. Ne nasce un vino austero e strutturato, dal profumo intenso in cui dominano vaniglia, liquirizia e spezie. Riempie e appaga il palato con corpo, struttura e tannini decisi. Sublime se abbinato a un agnello al forno. Il secondo, invece, è più piacevole ed elegante. Delicato nei profumi di rosa e liquirizia, conquista il gusto con invidiabile equilibrio e tannini sottili. Da provare con l´antica ricetta del Piccione alla Cavour. Non ultimo ci preme segnalare la Barbera d´Alba Paiagal, le cui uve crescono qui a Barolo in un appezzamento dedicato a suo tempo al nebbiolo e ora, al fine di mantenere ed esaltare le diversità dei vitigni caratteristici di quest´area, impiantato a Barbera.
Lasciamo questa preziosa collina in direzione Monforte d´Alba. Costeggiando un mare placido di vigneti arriviamo sulla dorsale della Ginestra per trovare la Cantina Paolo Conterno (www.paoloconterno.com, tel. 0173-78415). È proprio da quella collina che prende il nome una grande etichetta: il Barolo Ginestra. Intenso, con profumi eleganti e armoniosi dalle note fruttate persistenti e ricordi di spezie. Corpo caldo e forte, equilibrato nei sapori e potente negli aromi. Da versare nel calice se nel piatto c´è un brasato di manzo. Di gran personalità è anche il Langhe Nebbiolo Bric Ginestra. Si veste di un colore rosso rubino brillante, sprigionando poi profumi caldi e avvolgenti di ribes nero e amarena. In bocca emerge una gran persistenza di ciliegia e liquirizia. Grandioso su uno stinco di maiale al forno.


Servizio a cura di
Gian Carlo Estorelli

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