01 Dicembre 2020
Lo Scaffale. Libri in Viaggio

Storie di Alti Prelati e Gangster Romani - Rita Di Giovacchino

Storia
Quindi. Libro breve ma complesso. E il giudizio non può che essere conseguente.
La prima parte, quella che riguarda strettamente prima il rapimento di Emanuele Orlandi, e poi quello di Mirella Gregori, è quella riuscita decisamente meglio. Fondamentale per ricreare le circostanze di un avvenimento che chi, come me, non avendo potuto viverlo in diretta, faticava a ricordare. La Di Giovacchino riesce in questo senso a ricreare tutta l´atmosfera di quei giorni convulsi, ma soprattutto la confusione che giorno dopo giorno veniva alimentata dalla ridda incontrollata e frenetica di rivendicazioni che giungevano dalle parti più varie. Di tutto e di più. I Lupi Grigi. Le Brigate Rosse. Il KGB. Un fantomatico serial killer romano. Il pariolino M. e il borgataro E.
Poi, il libro un po´ si perde. E lo fa nel momento in cui, con il solo scopo di scovare i motivi di quel misterioso e tutt´ora inspiegato rapimento, allarga il proprio orizzonte di ragionamenti e inizia a mettere le mani in quel magma ribollente rappresentato dal mondo politico, curiale, criminale e bancario degli anni ´80. Sindona, Calvi, il Banco Ambrosiano e lo Ior, la Cia e il Kgb, i Lupi Grigi, l´attentato a Woytila, Marcinkus e la P2, i primi attentati terroristici - brigatistici, la Banda della Magliana, Pippò Calò e la mafia palermitana. E i servizi segreti deviati. Un fiume di aneddoti, collegamenti, intrecci provati, certi, presunti o desunti a cui si fatica a stare dietro se non se ne aveva già prima una conoscenza almeno superficiale.
E alla fine, di tutto il materiale tirato in ballo nel racconto, di certa rimane solo la recentissima testimonianza-confessione rilasciata da Sabrina Minardi, ex "pupa del boss" Enrico de Pedis, secondo la quale a organizzare e il sequestro, materialmente, furono gli uomini della Banda della Magliana. Che poi consegnarono Emanuela ad un fantomatico uomo vestito da prete, a pochi passi dal Vaticano. Circa il movente di quanto accadde durante quella torrida estate romana, ancora a distanza di un quarto di secolo, nessuna risposta. Solo tesi.

La Chicca. In realtà rimane un altro dato di fatto certo, inconfutabile ed incontrovertibile. L´unico, probabilmente, di tutta questa intricata e complicata vicenda.
Maggio 1990. Enrico de Pedis, detto Renatino, capo della Banda della Magliana, e probabile esecutore del rapimento Orlandi, stando a quanto successivamente rivelato dalla Minardi, viene colpito a morte mentre passeggia a pochi passi da casa sua. Il suo corpo viene inumato nella cripta della Chiesa di Sant´Appolinare a Roma su precisa autorizzazione del cardinale Ugo Poletti. Contravvenendo ad un preciso e rigoroso articolo del diritto canonico secondo il quale un fatto del genere poteva accadere solo dietro precisa decisione del solo sommo pontefice.
Così il famigerato Renatino De Pedis, da allora, riposa in pace accanto a cardinali e vescovi. Il Vaticano non ha mai dato una spiegazione dell´inusuale accadimento. Non è tenuto a farlo.


Marco Ravanelli


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