29 Ottobre 2020
Lo Scaffale. Libri in Viaggio

Re Sole - Max Gallo

Storia
Un romanzo? Sulla copertina il libro si annuncia come un romanzo. Ma è davvero così? O meglio, è semplicemente così? Partiamo da cosa non è. Di certo un è un saggio storico. Troppo lacunoso, troppo incentrato solo sul lato psicologico del monarca borbonico, troppo infarcito di eventi storici dati per scontati. Di certo non è una biografia. Mancherebbero, infatti, una serie di accadimenti riguardanti la politica finanziaria ed economica del regno, gli eventi bellici che videro protagonista Re Sole; così come i rapporti diplomatici e l´attenta politica di alleanze matrimoniali. E nemmeno lo stile di scrittura si adatterebbe ad una biografia dalla forma più o meno ortodossa. Non si tratta, per altro, nemmeno di un romanza storico propriamente detto, in quanto pur restando apparentemente aderente a fatti storici realmente accaduti, non riesce certo a rivestire il tutto di quell´aura di fantastica trasposizione che il romanza storico un po´ dovrebbe avere.
Quindi? Bhè, trattasi di opera particolare. Ed unica nel suo genere che, per più di un motivo, mi sento di definire "biografia psicologica romanzata". Di meglio non riesco a fare.

Re Sole. La scelta dell´autore è chiara. E probabilmente premeditata. Il libro gira, infatti, tutt´attorno alla figura di Luigi XIV di Borbone. Fatti storici, accadimenti, persone, palazzi e battaglie, mentre al centro sta Re Sole e i suoi quasi sessant´anni di incontrastato regno francese.
Tutto ruota, quindi, e passa velocemente, entrando ed uscendo dall´ideale inquadratura cinematografica che Gallo utilizza per svolgere le fila del racconto. A passare, però, sono quasi soltanto persone. Prima di tutto sua madre, la regina Anna d´Austria e il cardinale Mazzarino. Poi, in ordine sparso, sua moglie, i suoi numerosi figli legittimi ed illegittimi. Le favorite, ufficiali o solo occasionali. Il fratello, dedito a sfrenate passioni sodomite. I generali, i ministri delle finanza tra cui Colbert e Fouquet. Musici, artisti, commediografi come Molière o Racine, architetti e scultori. Preti e confessori. Figli, nipoti e pronipoti tra cui ben tre generazioni di Delfini - pretendenti, cioè alla legittima successione al trono. Tutte tratteggiate per riflesso con l´astro centrale del racconto. E, come tali, solo illuminate di rimando e delle quali si riesce solo a scorgere una silouhette più o meno distinta.
Vorticano poi, ma quasi come accidenti, eventi diplomatici, bellici, economici, demografici e politici. La nascita di quello che poi verrà chiamato mercantilismo. Versailles e il Louvre. La Fronda che hai tempi della reggenza della regina Anna minacciò di rovesciare la legittima monarchia francese. La guerra nelle Provincie Unite olandesi e nel Palatinato. La grande rivoluzione inglese e la decapitazione di Carlo II. L´abolizione dell´editto di Nantes. La guerra di successione per la corona spagnola. Tutti fatti storici importanti, epocali, dati per scontato senza la conoscenza dei quali si perde forse la vera grandezza della figura storica di Luigi XIV. Re Sole. Che viene ribadita ad ogni pagina ma che, senza alcuni approfondimenti, sembra quasi data per acquisita o solo presente nella mente del Re e di pochi altri.

La scrittura. Al centro, come dicevamo, del racconto sta Re Sole. Tutto il resto gli gira attorno. E la scrittura, di conseguenza, si segnala per essere strettamente al servizio di questo scopo. Nervosa. Diretta. Al presente. Ma un presente costantemente teso nel passato. Che sembra nascere direttamente dalla mente di Luigi. Ecco. Alla fine il libro si riduce - nel senso non negativo del termine - a questo. La mente del Re. I suoi sentimenti. Le sue passioni. Le sue paure. Le sue ambizioni. I suoi amori e le sue delusioni. I suoi dolori. Le sue sconfitte e le sue vittorie. E la scrittura, si mette al servizio di questo scopo. Come, nelle pagine di questo libro, quasi un intero secolo. Un pezzo importante della storia europea vista dalle camere reali del palazzo che Luigi volle fortemente, fortissimamente. Che sognò, ideò. E che popolò della sua leggendaria corte di pianeti e satelliti roteanti attorno all´unico legittimo astro. Quel palazzo oggi come allora è conosciuto con il nome di Versailles.

Quindi. Lettura veloce ma non semplice. Lunga ma non noiosa. Seicento pagine giustificate dalla lunghissima vita che Luigi XIV ebbe in dote. E dal tentativo, in parte riuscito, dell´autore francese di scandagliare fino in fondo le emozioni e i sentimenti di un Re. Del Re Sole. Non esaustiva sulla leggendaria figura. Ma a suo modo rivelatrice e istruttiva circa un mondo e un epoca unica nella storia d´Europa.

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