24 Settembre 2020
Top News

Manincor, Cantina Tramin e Colterenzio: emozione tra i vigneti dell’Alto Adige

03-06-2020 - Per Bacco!
Emozionarsi ad alta quota con i grandi vini dell'Alto Adige. Uno straordinario territorio dal patrimonio enologico nazionale, dove i vigneti abbracciano le montagne.
Gli appassionati del buon vino e non solo resteranno affascinati da uno scenario spettacolare e bucolico, frutto dell'impegno costante di generazioni di viticoltori che nel tempo hanno lavorato con costanza terreni particolarmente vocati. I vini altoatesini rappresentano infatti l'amore per la terra di tutti coloro che qui vi operano, a ogni livello.
Crescono rigogliosi vitigni autoctoni, come Lagrein, Schiava e Traminer. Ma anche internazionali, di origine bordolese o della Borgogna, come Merlot, Pinot Nero, Chardonnay e Sauvignon.
Ma il Sud Tirolo non è solo la terra di vini "moderni". Ci sono soprattutto vini autentici, di carattere e dal gusto inconfondibile. Caratteristiche, queste, che sono ben note anche alle guide enogastronomiche più importanti al mondo. Ad esempio, giusto per citarne una, la guida "Vini d'Italia" del Gambero Rosso, annovera ogni anno una serie nutrita di vini altoatesini tra i migliori vini d´Italia e la maggior parte di questi proviene appunto dai vigneti situati lungo la cosiddetta Weinstrasse.

Sedici pittoreschi comuni, da Salorno a Nalles, passando per Cortaccia, Termeno e Appiano, lungo un affascinante itinerario di 150 chilometri e costellato da ben 74 cantine.
Il nostro viaggio lungo la Strada del Vino parte da Termeno, che in lingua tedesca si traduce in Tramin. Un nome evocativo, che identifica questa zona come la culla del celebre Gewurztraminer. Sotto l'egida del Monte Roen, troviamo i preziosi vigneti della Cantina Tramin (www.cantinatramin.it) che crescono in un microclima privilegiato. Di giorno, infatti, maturano in modo armonico grazie al sole e ai benefici del vento. Di notte, l'escursione termica apporta freschezza, mineralità ed eleganza. La composizione del terreno completa l'opera: la combinazione di argilla, ghiaia, calcare e porfido, conferisce alle uve il tipico bouquet aromatico del Traminer.
Fiore all'occhiello della cantina è il pluripremiato Nussbaumer. Gewurztraminer in purezza, affina in piccoli contenitori di acciaio a contatto con i lieviti sino alla fine di agosto. Dopo l'imbottigliamento, il vino riposa per altri tre mesi sino ad arrivare a un affinamento complessivo di 14 mesi. Ne nasce un nettare dal color oro smagliante. All'olfatto si percepiscono molto bene sentori di confettura di albicocche, sambuco, ananas ed erbe aromatiche. Al palato evidenzia una struttura densa, calda e accattivante, con una spiccata mineralità e una persistenza pressoché incessante. Perfetto in abbinamento ai gamberoni al curry.
Proseguendo verso Nord, si giunge a Caldaro il cui omonimo lago costituisce da sempre una meta da non perdere, grazie all'affascinante contesto naturale in cui si trova e grazie alla temperatura particolarmente mite dell'acqua durante il periodo estivo. I vitigni godono inoltre di una posizione privilegiata e difatti la cantina di riferimento in zona, Manincor (www.manincor.com), realizza una gamma di etichette al top, tra bianchi rossi e passiti.

Una famiglia antica di oltre quattrocento anni, il cui stemma sulla facciata della tenuta, che continua a campeggiare ancora oggi, ha un significato ben preciso e quasi profetico: “Mano sul cuore”. Perché è proprio con il cuore che viene realizzata ogni singola etichetta, oltre a una bella dose di passione, professionalità ed entusiasmo. Manincor ha il grande merito di aver saputo importare in Alto Adige il concetto di una viticoltura totalmente influenzata dai principi di sostenibilità, poiché le pratiche biodinamiche vengono applicate con grande rigore e precisione. Ecco quindi un patrimonio enologico ampio e variegato, capeggiato dal Pinot Bianco Eichorn. Si rivela per la sua eleganza, sfoderando al calice un bel color paglierino. Affina per dieci mesi in grandi botti di legno, così da poterne valorizzare la struttura. L'impianto olfattivo esprime una notevole complessità aromatica e al palato appare vellutato e pastoso. Eccellente se accompagnato ai crostacei.
Raffinato e leggiadro, anche il Sauvignon Tannenberg: colpo d'occhio niente male, grazie a un giallo paglierino molto vivace. Al naso è un'esplosione di note floreali, seguita da percezioni di mela e melone bianco. Splendido sul finale, è uno dei pochissimi vini che si riescono ad abbinare ai carciofi alla romana.
Da una sapiente e selezionata combinazione di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon nasce un'altra chicca firmata Manincor: la Reserve della Contessa. Si tratta di una cuvée vigorosa e ciò che scaturisce da questa strepitosa combinazione è un gran vino di color giallo dorato. Si apre al naso con un intenso e sensuale bouquet, da cui spiccano note di ananas, miele e gelsomino. Elegante e morbido al palato, è un'estasi di aromi concentrati e delicatamente amalgamati. Da stappare all'antipasto di mare.
Altro bianco ottimo come aperitivo è il Moscato Giallo. Si presenta dorato al calice ed emana note tipicamente aromatiche, accompagnate da note di frutta a polpa gialla e minerali. Di buona struttura, al palato ricalca il quadro aromatico percepito al naso.
Elegantissima anche a vedersi il rosé La Rose de Manincor. Sapiente assemblaggio di ben sette uve diverse: Merlot, Cabernet, Pinot Nero, Petit Verdot, Lagrein, Tempranillo e Syrah.
Tra i rossi spicca sua maestà il Pinot Nero, un'eccellenza battezzata Mason ossia il nome della località di provenienza delle uve. Al calice appare nel color rubino lucente. Sfoggia un ventaglio aromatico composto da ribes, lamponi e sottobosco. Il sorso fresco e compatto coniuga benissimo struttura e complessità a soave leggiadria, grazie anche ai tannini morbidi e avvolgenti.

Risale a sessanta anni fa la storia di un'altra prestigiosa cantina, quando ventisei vignaioli diedero vita alla cooperativa di Colterenzio, nei pressi di Appiano (www.colterenzio.it). Sin da subito la parola d'ordine fu qualità e ancora oggi il fine è ancora quello, da perseguire in modo sempre più assiduo. Anno dopo anno. E così ecco numeri e risultati da capogiro: 300 ettari di vigneti, 300 viticoltori, 14 varietà prodotte (di cui 35% rossi e 65% bianchi), 1,9 milioni di bottiglie ed esportazioni in ben 33 Paesi nel mondo.
Si riconoscono al primo colpo d'occhio grazie all'etichetta artistica, i vini della linea di eccellenza battezzati “Lafòa”. Lo Chardonnay ha ottenuto negli anni importanti riconoscimenti nazionali e internazionali e si presenta al calice nel suo distinto giallo paglierino intenso. Al naso è elegante e complesso. Si percepiscono nitidamente sentori di spezie, mela golden, pesca gialla, agrumi e note minerali. Ottimo equilibrio al sorso, che appare setoso e di ottima struttura. Sul finale imprime note fumé e di frutta matura. Da provare con pesce spada e pistacchi.
Dai vigneti della area storica di Appiano-Monte, ecco il cru Berg. Si tratta di un Pinot Bianco in purezza con menzione geografica aggiuntiva. Ciò significa che le uve provengono interamente da quell'area specifica e inserite nel registro vinicolo. Al calice è di color paglierino con riflessi dorati. Il quadro olfattivo è ben dipinto da una combinazione avocado, pepe bianco, cedro e acacia. Il sorso è sontuoso, con un perfetto equilibrio tra morbidezza e sapidità.
Tra i rossi selezionati, spicca il Pinot Nero Riserva St Daniel. Color rubino, prorompono effluvi di lavanda, lamponi, prugne e spezie dolci. Al palato è sapido, ben bilanciato e di buon corpo. Sul finale sfuma su note speziate.

Realizzazione siti web www.sitoper.it
Il prodotto è stato inserito nel carrello

continua lo shopping
vai alla cassa
close
Richiedi il prodotto
Inserisci il tuo indirizzo email per essere avvisato quando il prodotto tornerà disponibile.



Richiesta disponibilità inviata
Richiesta disponibilità non inviata
close
ACCEDI

NON SONO REGISTRATO

crea account