19 Ottobre 2018
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Lupicaia e Castello del Terriccio: i due capolavori del Cavalier Rossi di Medelana

19-02-2017 - Per Bacco!
Un terroir esclusivo quello di Castellina Marittima, un oasi ideale nel cuore della Maremma Pisana dove l´eccezionale sinergia tra suolo e aria, tra terra e luce, gioca un ruolo essenziale e decisivo nel proiettare le eccellenze vinicole di questa zona ai massimi livelli della produzione nazionale e ampiamente riconosciuta anche nel resto del mondo.

Magnifica interprete di questo angolo di paradiso e straordinaria regista nel saper sfruttare e coniugare alla perfezione tutte le risorse naturali del territorio, è l´Azienda Vinicola Castello del Terriccio (www.terriccio.it). Una storica millenaria realtà le cui radici affondano addirittura al Medioevo e che oggi, grazie alla dedizione e all´appassionato impegno del proprietario e deus ex machina Gian Annibale Rossi di Medelana, è stata consacrata a luogo di ricerca dell´eccellenza nei vigneti e nei vini, in difesa di un patrimonio territoriale di grande valore capace di regalare etichette di altissima qualità.

Profondo estimatore dei grandi Bordeaux di Francia, l´intuizione geniale e vincente del Cavaliere nel momento in cui ereditò l´Azienda, fu quella di rivoluzionare il vigneto sostituendo il tradizionale Sangiovese e impiantando barbatelle provenienti proprio dal Paese Transalpino, che sin da subito si adattarono alla perfezione grazie al clima solare e mediterraneo del Terriccio.
Fu un successo. La composizione del suolo completò l´opera perché, grazie agli elementi minerali in esso contenuti, tra cui ferro e rame che si mescolano a sabbie e limo, si rivela determinante nel conferire ai vini rossi di Castello del Terriccio grande struttura e imponente personalità.

La rivoluzione ebbe luogo a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, quando a Chardonnay e Sauvignon Blanc seguirono Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot, che hanno trovato una particolare espressione nei territori della proprietà arrivando financo a superare i risultati conseguiti nei luoghi da cui tradizionalmente provengono. Il percorso di ricerca si è poi completato con l´introduzione di Syrah e Petit Verdot.

L´adozione di questi vitigni ha comportato l´inevitabile decisione di uscire dalle due D.O.C. locali, Montescudaio e Terratico di Bibbona, rinunciando così alla loro protezione per produrre vini a semplice Indicazione Geografica Tipica. Tale rinuncia, tuttavia, è stata ampiamente compensata dagli oltre sessanta ettari di proprietà che in fase di impianto dei nuovi vigneti, hanno reso possibile che si potesse scegliere tra quelli più vocati per caratteristiche del suolo, punto di rugiada, esposizione alle brezze marine ed esposizione alla luce. Le vigne infatti sono esposte in modo che il mare faccia da specchio e quindi la luce vi arrivi di riflesso, con una durata più prolungata rispetto a quella diretta del sole.

La qualità assoluta dei vini viene ricercata in modo assiduo e costante, nel massimo rispetto delle caratteristiche originarie delle uve e dello speciale accento conferito loro dal territorio di provenienza, attraverso il duro lavoro svolto dall´enologo Carlo Ferrini e da tutto il suo staff, che con cura ineccepibile e attenzione anche per i più piccoli dettagli, creano dalle vigne alla cantina etichette uniche e straordinarie.

Fiore all´occhiello dell´azienda e senza dubbio l´etichetta di punta, che dal 1993 si erge a simbolo di Castello del Terriccio è il Lupicaia, il cui nome trae origine dalla collina dove tradizionalmente si avvistavano i lupi.

Pluripremiato sin dalla prime annate con numerosissimi riconoscimenti al top dalle più prestigiose riviste e guide del settore nazionali e internazionali, tra cui Gambero Rosso, Bibenda, L´Espresso, Robert Parker, Veronelli e Mundus Vini giusto per citarne alcuni, è un taglio bordolese di gran classe assemblato con Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot.

Il 2009 si presenta elegante al calice e subito incanta lo sguardo grazie a un superbo color granato intenso dotato di un´incredibile luminosità. Al naso appare immediatamente molto complesso e nobile. Presenta un ventaglio olfattivo che racchiude in sé la quintessenza del terroir maremmano: un profluvio di frutti selvatici, china, rabarbaro e macchia mediterranea. Ma non solo. Una soave sinfonia di pepe nero, caffè e rosmarino completano l´opera. Al palato presenta tutte le caratteristiche di un grande vino: piena armonia nel gusto, accanto a una sensualità unica grazie alla perfezione e alla sensazione di seta che esprimono i tannini. Il finale è di una persistenza che stenta a dissolversi e gioca su splendidi richiami di sottobosco e frutta secca. Lo spessore organolettico di grande importanza che caratterizza il Lupicaia, accanto a un importante corredo polifenolico, gli assicurano una straordinaria longevità.

Sette anni dopo ecco invece esordire sui mercati l´altro fuoriclasse, l´omonimo Castello del Terriccio, pure lui orgoglioso di poter vantare ambìti riconoscimenti e premi di gran prestigio.

Syrah e Petit Verdot in prevalenza e poi altre uve a bacca rossa, il 2004 si presenta al calice vestito di un color rosso rubino quasi impenetrabile. Una compattezza cromatica che fa da preludio a un olfatto di superba eleganza. E infatti è così. Al naso regala profondi aromi fruttati, tra i quali spiccano ribes, ciliegie e mirtilli. Oltre a una sinfonia di pepe nero, caffè e rosmarino orchestrati alla perfezione. Al palato è sensuale e aristocratico. Emerge un tannino perfetto e setoso, ma è anche dotato di una freschezza ben integrata e una tinta minerale che chiude su un finale pressoché interminabile.

Ludovico Paganelli

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