12 Luglio 2020
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La Weinstrasse e i Grandi Vini dell´Alto Adige

18-04-2014 - Per Bacco!
Da Bolzano a Magré, un itinerario affascinante alla scoperta delle migliori Cantine

Emozioni ad alta quota. In Alto Adige i vigneti arrivano quasi ad abbracciare le montagne: è uno scenario spettacolare e bucolico, frutto del duro lavoro di generazioni di viticoltori che nel tempo hanno lavorato con impegno terreni particolarmente vocati. Vitigni autoctoni, come Lagrein, Schiava e Traminer. Ma anche internazionali, di origine bordolese o della Borgogna, come Merlot, Pinot Nero, Chardonnay e Sauvignon. Oggi lungo la Strada del Vino si incontrano cantine di gran prestigio, che tra bianchi, rossi e passiti propongono etichette che da anni si collocano al vertice del panorama vinicolo italiano.

Il nostro itinerario lungo la Weinstrasse parte da Bolzano, patria del Lagrein. Ci troviamo in una zona tra le più scenografiche del percorso, un vero e proprio giardino del vino sul bordo del fiume Isarco. Giovane, ma con interessanti prospettive per il futuro, è la Cantina di Bolzano (www.cantinabolzano.com). Nata solo nel 2001 dalla fusione di due storiche cantine, Gries e Santa Maddalena, grazie all´elevata qualità delle uve conferite dai 200 soci, i loro vini si sono sin da subito affermati nella produzione enologica altoatesina. È il caso ad esempio del Lagrein Grieser Riserva Prestige: dal color rubino-porpora, imprime al palato una decisa impronta aromatica di confetture rosse e frutti di bosco, accanto a qualche ricordo di liquirizia. Appare polposo e ben si abbina con lo stinco al forno. Ma non solo. Fresco e agrumato è il Sauvignon Mock, che si veste di un paglierino acceso dispensando in bocca fragranze di mela e sambuco. Molto ben bilanciato sul finale, si sposa con le crudité di pesce.

Circondati dai vigneti che salgono e scendono seguendo i rilievi del terreno si arriva a Terlano, culla del celebre Terlaner Weissburgunder. Altro non è che il Pinot Bianco e quello realizzato dalla Cantina di Terlano (www.cantina-terlano.com) è di quelli che lasciano il segno. Si chiama Vorberg: le sue uve maturano a una quota che varia dai 600 ai 950 metri di altitudine su un terreno ripido e baciato dal sole. Dopo un anno di maturazione sui lieviti in botti di legno, ecco una Riserva dal carattere complesso, con spiccate note minerali, straordinaria finezza olfattiva e ideale per lunghi periodi di invecchiamento. Colpo d´occhio niente male, grazie a un giallo paglierino molto vivace. Al naso è un´esplosione di note floreali, seguita da percezioni di mela e melone bianco. Splendido sul finale, è uno dei pochissimi vini che si riescono ad abbinare ai carciofi alla romana. Da una sapiente combinazione e selezione di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon nasce un´altra chicca della Cantina di Terlano. Il Nova Domus Riserva è un vino vigoroso, ricco di sfaccettature e impreziosito da equilibrate note minerali. Raggi dorati brillano al calice, mentre fragranze agrumate inebriano il naso rilasciando in seguito note di kiwi e fiori bianchi. In bocca si presenta strutturato, ma elegante al tempo stesso. È un vino che, se ben conservato, con l´invecchiamento esprime il meglio si sé. Da provare con linguine all´astice e asparagi. Quelli della Cantina di Terlano sono tutti vini che interpretano al meglio le peculiarità di questo territorio. Tra le altre etichette, segnaliamo anche il Terlaner Classico: sapiente uvaggio di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon, dal meraviglioso bouquet sapido-agrumato. È un vino elegante da servire con l´orata al forno.

Riprendiamo la strada Provinciale e dopo aver superato Andriano arriviamo a Nalles, dove ci fermiamo alla Cantina Nals Margreid (www.kellerei.it). Sempre aperta a nuovi metodi e tecnologie che promuovono un´altissima qualità, si definiscono autoctoni, innovativi e autentici. Nel pieno rispetto della natura, rappresenta di sicuro un modello cooperativistico esemplare in tutto l´Alto Adige. E così realizzano ottimi prodotti come il Pinot Bianco Sirmian. Premiato quest´anno dall´A.I.S. con i 5 Grappoli, passa sei mesi in legno prima di annunciarsi con contorni eleganti bianco dorati. Un cru che conquista il naso con delicati effluvi di mela, agrumi e ananas maturo. All´assaggio testimonia pulizia e freschezza, rilasciando sul finale una gradevolissima persistenza fruttata. Perfetto in accompagnamento a tagliolini gamberi e zucchine. Altri due cru da non perdere sono il Pinot Grigio Punggl e il Sauvignon Mantele: il primo si distingue per eleganza, con fascinosi sentori fruttati e un gusto pieno dal carattere minerale. Il secondo invece emerge per l´intensità particolarmente viva del suo bouquet. Rilascia al gusto un´impronta ricca e di notevole struttura. L´Anticus Baron Salvadori Riserva spicca tra i pregiati rossi di Nals Margreid. Dal color rubino tendente al granato, coniuga come due anime gemelle la morbidezza del Merlot con la forza del Cabernet. Ne nasce un vino armonico, di gran classe e dalle decise essenze di prugna, amarene e cioccolato. Velluto al palato, si percepiscono tannini ben levigati e un finale decisamente fruttato. Compagno ideale di un succulento brasato di manzo.

Giro di boa. Da Nalles torniamo indietro lungo la Weinstrasse e costeggiando le rive del fiume Adige, dopo una quindicina di chilometri, arriviamo ad Appiano. Qui sorge il quartier generale dell´insigne Cantina Vinicola San Michele Appiano (www.stmichael.it), premiata nel 2000 dal Gambero Rosso Slow Food come "Cantina dell´anno". Grazie a un lavoro costante e scrupoloso, oggi la cantina San Michele Appiano è sinonimo di straordinaria qualità: su tutte troneggia l´etichetta "Sanct Valentin". I cui omonimi vigneti godono di un microclima tale da favorire la nascita di vini fruttati e dall´accattivante acidità. A far la differenza è il Sauvignon: pluripremiata opera d´arte, per la sua vendemmia non si ammettono errori. Si presenta smagliante in tonalità verde oro. Il profilo olfattivo gioca su sensazioni di cedro, lime e ananas. Ammaliante al palato: svela una gran classe per freschezza agrumata e sapidità minerale. Lungo e persistente il finale. Da stappare con i ravioli all´astice. Semplicemente perfetto, sempre tra i cru di Sanct Valentin, è il Gewürztraminer. Solo per palati chic e raffinati, si rivela agghindato di un pregevole oro intenso. Inebriante al naso, si colgono essenze che giocano tra pesca gialla, zenzero ed erbe aromatiche. All´assaggio è un´esplosione di aromi tra i più delicati. E poi è cremoso, bilanciato e dalla struttura ben amalgamata. Si esalta sull´aragosta. Tra i cavalli di battaglia della Cantina San Michele Appiano, è doveroso collocare anche quello che viene da loro considerato come "vino principe". Stiamo parlando del Schulthauser: Pinot Bianco in purezza, sa esprimere al meglio le qualità di un tipico vino alto atesino. Affina per un breve periodo in grandi botti di legno, così da poterne valorizzare la struttura. L´impianto olfattivo esprime una notevole complessità aromatica e al palato appare vellutato e pastoso. Da servire fresco su un carpaccio di ricciola.

Proseguiamo il nostro viaggio verso il Lago di Caldaro, imbocchiamo la strada panoramica che sale al Monte di Sotto e poi ridiscende in prossimità di Ora. Da qui percorriamo i pochi chilometri che ci conducono nell´abitato di Montagna, dove risiede l´azienda di Franz Haas (www.franz-haas.it). Viticoltori da ben sette generazioni, fin dal 1880 la Cantina viene tramandata in famiglia a un Franz Haas. Che da sempre viene riconosciuto come grande appassionato e cultore del vitigno più ostico, più sensibile, più appagante: il Pinot Nero. La selezione Schweizer è il fiore all´occhiello e viene immessa sul mercato solo se la qualità raggiunge l´eccellenza. Nessuna eccezione, quindi, per un vino destinato a emozionare i palati più fini ed evoluti. Al calice appare color rubino lucente. Sfoggia un ventaglio aromatico composto da ribes, lamponi e sottobosco. Il sorso fresco e compatto coniuga benissimo struttura e complessità a soave leggiadria, grazie anche ai tannini morbidi e avvolgenti. Sublime su tutta la selvaggina o con formaggi stagionati. Dedicato alla moglie Maria Luisa, sorprende per singolarità il Manna. Si tratta di una selezione di quattro vitigni a bacca bianca: Riesling, vendemmia tardiva di Traminer Aromatico, Chardonnay e Sauvignon. Le prime due fermentano in acciaio, le altre in barrique. Ciò che scaturisce da questa strepitosa combinazione è un gran vino di color giallo dorato. Si apre al naso con un intenso e sensuale bouquet, da cui spiccano note di ananas, miele e gelsomino. Elegante e morbido al palato, è un´estasi di aromi concentrati e delicatamente amalgamati. Si sposa benissimo con i piatti della cucina giapponese. Molto apprezzato tra i vini di Franz Haas, tutti ben riconoscibili grazie all´inconfondibile firma, è il Moscato Rosa. Vitigno autoctono dell´Alto Adige, il Moscato Rosa non è un passito né tantomeno una vendemmia tardiva. Possiede già una gradazione zuccherina naturale e viene vendemmiato a maturazione avanzata. Splendente al calice, avvolto in un´elegante veste dalle tinte rubino luminose; al naso è una vera e propria deflagrazione di profumi che vanno dalla cannella alla buccia d´arancia, sino a cioccolato e confetture di more. In bocca è soave, dolce, carnoso e piacevole nel contrasto tra note sapide e aromatiche. Ideale come vino da meditazione. Le percentuali del suo uvaggio vengono decise al momento dell´assemblaggio. Ed è per questo motivo che prende il nome di Istante. Taglio bordolese di gran classe, vino di grande equilibrio. Esprime notevole personalità al naso, nei suoi profumi di amarena, frutti di bosco e cacao. La bocca è un profluvio di toni minerali, sorprendentemente rotonda e cesellata da tannini ben fusi. Notevole persistenza sul finale. Da accompagnare al capriolo al ginepro.

Il nostro tour lungo la Weinstrasse si conclude a Magrè, dove non può mancare una sosta per degustare le strepitose etichette di Alois Lageder (www.aloislageder.eu). Cantina dalle eccellenti qualità nella produzione biologico-dinamica, ma anche di una filosofia aziendale ispirata all´approccio sostenibile. Fondata nel 1823 e giunta ormai alla quinta generazione, Alois Lageder si distingue per capacità di fondere tradizione e innovazione. I loro vini si suddividono nelle due linee Tenutæ Lageder e Alois Lageder. Ecco quindi, come dicevamo poco fa, strepitose etichette tra le quali spiccano nei rossi il Pinot Nero Apollonia e il Cabernet Löwengang, entrambi realizzati con uve provenienti da agricoltura biodinamica controllata. Manco a dirlo, il Pinot Nero si afferma per la sua grande personalità. Sensuali trasparenze color granato, rivelano un vino che nasconde profumi delicati con spunti di prugna, liquirizia e note vanigliate. Al gusto evidenzia una struttura calda e piuttosto ricca. Sviluppa un´eco lunga e di grande charme. Perfetto su un arrosto di maiale alle spezie. Il Cabernet Löwengang è in realtà un assemblaggio di Carmenère, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. L´impatto visivo è di un rosso ciliegia molto intenso. Appagante al naso, si percepiscono nitidamente aromi molto fruttati e dalle eleganti note speziate. Riempie il palato con notevole intensità, rilasciando sentori di ciliegia, ribes e chiodi di garofano. Tannini ben disegnati e in evoluzione. Finale di gran spessore. Da gustare sulla coda di bue brasata al vino rosso. Da agricoltura biodinamica controllata ancora un´altra chicca: lo Chardonnay Löwengang. Un grande bianco che ben si presta all´ invecchiamento, realizzato con uve chardonnay in purezza e un affinamento in barrique per 11 mesi. Seducente allo sguardo, spicca il suo acceso color paglierino con vivi riflessi dorati. Al naso dispensa fragranze di cedro, mela, kiwi e percezioni minerali. Fresco, elegante, pieno e corposo al palato, imprime un meraviglioso retrogusto boisé e lievemente mandorlato. Si abbina molto bene a crostacei o preparazioni speziate come il pollo al curry. Raggiunge l´eccellenza il Sauvignon Lehen. Anzi, se con pazienza lo si fa invecchiare qualche anno, addirittura la supera. Attraente alla vista per i riverberi dorati che risplendono nel calice, cattura il naso con un bouquet marcato da note di frutta tropicale, mela e pungenti suggestioni minerali. In bocca appare affilato ma ben proporzionato al tempo stesso, emergono ancora aromi minerali oltre a una lunga e intensa persistenza di agrumi e fiori. Squisito su un bel piatto di linguine alle vongole veraci.

Ludovico Paganelli

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