28 Settembre 2020
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La Scolca e i grandi bianchi di Gavi. Dai Classici sino agli strepitosi Millesimati D´Antan

05-03-2015 - Per Bacco!
Correvano gli anni della Grande Guerra, anni bui e di combattimenti estenuanti in trincea. Anni interminabili per il nostro Paese. Ma erano anche gli anni in cui nasceva Fausto Coppi, Campionissimo del ciclismo italiano che ha fatto sognare i Ragazzi del 99 e non solo. E che si allenava proprio qui, lungo le strade che attraversano quei meravigliosi vigneti di uva Cortese che da lì a qualche decennio sarebbero diventati famosi in tutto il mondo. Benvenuti a Gavi, provincia di Alessandria. Piccolo ma affascinante borgo a cavallo tra Piemonte e Liguria, dove le case conservano ancora i colori pastello tipici della Riviera e dove la vita scorre serena all´ombra dell´imponente Fortezza, le cui origini affondano addirittura al 973.

Territorio particolarmente vocato alla produzione di grandi vini bianchi, il Gavi DOCG appunto, che da disciplinare può presentarsi in bottiglia con la specificazione "tranquillo", "frizzante", "spumante", "Riserva" e "Riserva Spumante metodo classico".

Tra i migliori interpreti del Gavi DOCG in tutte le sue sfaccettature è La Scolca (www.lascolca.net), straordinaria azienda guidata da Giorgio Soldati e dalla figlia Chiara: quinta generazione di una famiglia che ha contribuito alla consacrazione del Gavi. Grazie a un duro lavoro e alla caparbietà di Chiara e Giorgio, La Scolca ha oggi raggiunto l´eccellenza grazie anche al Metodo Classico, che può giocarsela alla pari per complessità e capacità di invecchiamento con altre blasonate etichette nazionali e internazionali.

50 ettari di vigneto, 180 km di filari. Le uve godono di una posizione particolarmente privilegiata: aria marina asciutta, pieno sole dall´alba al tramonto, freschezza e brevi rugiade, sono solo alcuni elementi naturali che costituiscono un alternarsi di atmosfere ideali per una completa maturazione del frutto. Esperienza, serietà, fedeltà alla tradizione e tecnologia in cantina completano l´opera. Ecco le grandi etichette La Scolca, realizzate con le migliori uve Cortese in purezza.

Iniziamo dalla più conosciuta, quella che già a prima vista identifica l´azienda grazie all´inconfondibile "etichetta nera". Quella che non a caso abbiamo scelto nella foto. Un punto di riferimento, frutto di una lunga tradizione da generazioni: è il Gavi dei Gavi La Scolca. Rilucente al calice: splendidi bagliori dorati si irradiano da un cuore color giallo paglierino. I profumi si fondono tra loro in modo impeccabile e nitido: emergono renetta, agrume candito, tiglio e una piacevole sensazione minerale. Il palato segue a ruota la composizione di effluvi, imprimendo una netta sensazione di freschezza e sapidità.

Si può forse definire il "fratello maggiore dell´etichetta nera": è il Gavi dei Gavi D´Antan, ottenuto da una rigida selezione delle migliori uve Cortese e solo nelle grandi annate. Noi abbiamo avuto il privilegio di degustare il 2004.
L´affinamento di questo vino può durare fino a dieci anni e avviene unicamente "sur lie", cioè matura totalmente in vasca d´acciaio su lieviti autoctoni sino all´imbottigliamento, che avviene senza filtrazione. Un vino unico e straordinario, pure nell´estetica. Perché come tutte le bottiglie fiore all´occhiello targate La Scolca, anche per questo vino viene utilizzata la cosiddetta D´Antan, bottiglia dal design particolarmente elegante, raffinato e particolare.
Al calice si presenta color giallo paglierino, tipico di un cortese assoluto. Appagante l´olfatto, si diffondono note leggiadre di mela cotta, cannella, erbe aromatiche e pesca. In bocca è pura poesia, un equilibrio perfetto tra consistenza e acidità. Non ha davvero nulla da invidiare ai grandi vini di Chablis sia per capacità di invecchiamento, sia per mineralità e formidabile freschezza.

E dulcis in fundo, passiamo ora al Metodo Classico. La prima bottiglia fu immessa in commercio nel 1977, quando ancora la Franciacorta spumantistica non esisteva e nello stesso Trentino l´unica realtà presente era Ferrari. Obiettivo di Giorgio Soldati era, ed è ancora oggi, quello di realizzare uno spumante in grado di sfidare il tempo e migliorare sempre più con l´invecchiamento. E senza dubbio ci è riuscito.
Il D´Antan Brut Millesimato 2001 affina sur lie per circa dieci anni. Appare armonioso ed elegante, dal perlage fine e persistente e un naso molto minerale. Esprime profumi molto allettanti tra cui spezie, anice, agrumi e cacao. Al palato regala infinite sfumature e un finale ammandorlato. Ma soprattutto dona emozioni indimenticabili e appaganti, coinvolgendo ognuno dei cinque sensi.

Un altro primo della classe è il D´Antan Brut Millesimato Rosé. Accanto al Cortese, c´è una piccola percentuale di Pinot Nero indispensabile per conferire al vino un elegante color rosato. Spendere aggettivi per descriverlo non è facile. Si potrebbero utilizzare parole come: sorprendente, raro, sublime, bellissimo. Di sicuro è per intenditori. Una perla, insomma.
Il lungo affinamento di quasi dieci anni avviene a contatto con lieviti autoctoni. Ne scaturisce un vino particolarmente longevo, che se ben conservato migliora sempre più. Dal color rosa corallo, inebria l´olfatto sillabando magistralmente ogni fragranza: gianduia, pasta frolla, melagrana, frutti esotici e spezie. Pieno, fresco ed equilibrato al palato, si distingue per una vivacissima freschezza e un finale straordinariamente singolare, con gradevoli percezioni di mandorla e frutti rossi.


A cura di Ludovico Paganelli

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