28 Novembre 2021
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Israele e il Vino Boutique

26-01-2012 - Per Bacco!
La viticultura esiste in Israele sin dall´età biblica: la Torah ci dice che Noè,dopo la salvezza dal diluvio universale, piantò dei vigneti e preparò del vino. Nell´ebraismo, infatti, l´uva era ed è ancora oggi simbolo di prosperità, accompagna le celebrazioni religiose ed è sinonimo di gioia. Nel 7 secolo A.E.V. con la conquista del Medio Oriente da parte dell´Islam la produzione di vino fu completamente cessata, e le vigne furono distrutte.

La produzione riprese realmente solo nel 19° secolo, quando il Barone Edmond de Rothschild, proprietario del Chateau Lafite-Rotchschild, iniziò a importare in Israele vitigni francesi e nuove tecnologie per la viticultura. Egli piantò vitigni nella zona di Rishon Le Zion e Zikhron Ya´akov vicino a Haifa.

Da qui inizia in Israele un´importate produzione vinicola facilitata anche da un clima e da un terreno capaci di dar vita a diversi tipi di vino come Cabernet, Merlot, Shiraz, Riesling e Chardonnay per nominarne qualcuno. Si tratta di una produzione che, sino agli anni 90, vede come principale mercato di riferimento quello degli Ebrei del mondo alla ricerca di vino Kosher.

È solo recentemente che questa produzione si è spostata verso un bacino di utenza più ampio capace di coinvolgere gli estimatori più attenti. In particolare la rivoluzione a cui si assiste oggi, consiste nella nascita e nella successiva esportazione in Italia di vere e proprie boutique di vino, ossia piccole aziende nate nei Kibbutz o nei Moshav dove viene prodotta una quantità relativamente bassa di bottiglie (dalle 20.000 alle 100.000 all´anno) che però nascono da una profonda e scrupolosa ricerca delle materie prime allo scopo di realizzare un prodotto di alta qualità.

Quella che si realizza, dunque, è una produzione volutamente ristretta caratterizzata da una lavorazione ancora artigianale e attenta ai dettagli. Una lavorazione che può svilupparsi solo con numeri relativamente bassi dove è ancora l´uomo e non la macchina il fautore di tutto il processo.

I vini nati all´interno di queste cantine/boutique arrivano oggi in Italia per dimostrare la loro vivacità e la loro ricchezza. Bianchi, rosati e rossi delle cantine Rimon, Ben Haim, Ramot Naftali, Tzora, Kadesh Barnea, Shilo, Naaman, Tulip, Odem, Adir e Granada, Recanati e Benyamina daranno la possibilità di conoscere i sapori delicati ma energici di questi vini dalle sfumature inedite e creative.
Vini capaci di sottolineare l´infinito amore del popolo d´Israele verso la loro terra e il loro lavoro.


Gian Carlo Estorelli

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