08 Luglio 2020
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Il Metodo Classico Trentino: con Cavit e Ferrari alla scoperta delle loro migliori etichette

03-07-2014 - Per Bacco!
Si festeggia proprio quest´anno il trentesimo anniversario della fondazione dell´Istituto Trento DOC Metodo Classico. Era il 1984. A quasi 80 anni dalle geniali intuizioni del padre fondatore della spumantistica italiana Giulio Ferrari, primo tra tutti ad avviare la produzione di un Metodo Classico trentino, il proliferare di aziende nella zona rese necessaria la creazione di un istituto che ne potesse promuovere e tutelare la qualità, l´origine, il metodo e la diffusione.
Alta qualità delle uve base, provenienza trentina, rifermentazione in bottiglia, prolungato contatto con i lieviti, maturazione, serietà nella coltivazione e nella produzione sono solo alcune delle caratteristiche principali che un vero Trento DOC deve esibire.
Nasce così un prodotto inimitabile, uno spumante pregiato per peculiarità territoriali, varietà del clima e altitudini tipiche della regione.

Dal mite Lago di Garda al freddo pungente delle Dolomiti: le benefiche influenze del microclima di montagna sulle uve, sono fondamentali per trasferire qualità e varietà di profumi a Pinot Nero, Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Meunier: i vigneti protagonisti di questa meraviglia enologica denominata Trento DOC.
In particolare è proprio lo Chardonnay a giocare il ruolo di maggior prestigio, poiché conferisce al vino struttura, longevità e carica aromatica. Eleganza, finezza e corpo sono invece caratteristiche donate dal Pinot Nero. Mentre il Pinot Bianco e il Pinot Meunier sono molto meno utilizzati. Tuttavia il primo può essere impiegato per arricchire il bouquet floreale, mentre il secondo viene apprezzato per la straordinaria forza e capacità di adattamento alle più disparate condizioni vegetative e climatiche.

Ma prima di entrare nel vivo delle degustazioni e scoprire le meravigliose etichette di due storici esponenti del Trento DOC come Cavit e Ferrari, due parole su come viene realizzato il Metodo Classico.

Ogni anno gli enologi valutano le caratteristiche dei vini ottenuti principalmente da Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco per assemblarli tra loro e ottenere così la cosiddetta Cuvée. Ma prima di procedere all´imbottigliamento, alla Cuvée viene aggiunta la liqueur de tirage, uno sciroppo composto da vino, lieviti selezionati e zucchero di canna. Nel buio delle cantine i lieviti trasformano gli zuccheri in alcol e anidride carbonica, provocando la presa di spuma che conferisce allo spumante le caratteristiche bollicine. Dopo un minimo di due anni di affinamento sui lieviti, durante i quali si sviluppano i caratteristici aromi di crosta di pane, si procede al remuage ossia la rotazione lenta e progressiva di ogni singola bottiglia per consentire alla fecce di scendere verso il collo della bottiglia. Al termine del remuage, infatti, una piccola porzione di vino sul collo della bottiglia viene congelata per catturare i residui raccolti nel sottotappo. La pressione interna completa l´opera espellendo il piccolo ghiacciolo e lasciando il vino perfettamente limpido. Infine la bottiglia viene rabboccata con la cosiddetta liqueur d´expédition, una miscela a base di vino d´annata e puro zucchero di canna al fine di determinare il contenuto zuccherino dello spumante. Che a seconda del dosaggio ne determina le varie tipologie: Non Dosato, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec, Demi-Sec e Dolce.

Con ben 13 prestigiosi riconoscimenti, Cavit (www.cavit.it) ha letteralmente sbancato l´ultima edizione del Vinitaly. La celebre azienda trentina infatti, oltre al Premio Speciale Gran Vinitaly 2014, si è aggiudicata una medaglia d´oro, una d´argento, un Premio Speciale Denominazione di Origine 2014 e nove Gran Menzioni. "Un importante riconoscimento che premia gli sforzi e la passione dei 4500 viticoltori" ha dichiarato il Direttore Generale nonchè Presidente dell´Istituto Trento Doc Enrico Zanoni. "Una grande soddisfazione per Cavit, per il Trentino e per l´attività cooperativa, che dimostrano ancora una volta la capacità di produrre vini di grandissima qualità, in grado di valorizzare l´enorme ricchezza del territorio".
I premi conseguiti al Vinitaly sono solo un´ulteriore conferma di quanto Cavit si stia sempre più proiettando nell´olimpo delle cantine più importanti del panorama enologico italiano e internazionale.

Tra gli spumanti Trento Doc di Cavit brilla la collezione Altemasi. Che attraverso la plurimpremiata Riserva Graal ne costituisce e ne conferma l´eccellenza: una perla realizzata con uve Chardonnay e Pinot Nero, il cui affinamento sui lieviti per oltre 60 mesi conferisce a questo maestoso spumante complessità, autorevolezza ed eleganza. Si presenta con un finissimo e persistente perlage e un colore dorato molto brillante. Al naso si evidenzia la tipica crosta di pane, oltre a frutta secca e zenzero. Signorile all´assaggio dove si esprime al meglio in tutta la sua maturità, regalando inoltre sul finale una piacevolissima freschezza di agrumi.

Il Millesimato Brut 2009 è un altro capolavoro. Chardonnay in purezza, è un prodotto di una raffinatezza innata. Si presenta agghindato di un color giallo paglierino unito a un bellissimo e persistente perlage. Si esibisce accattivante al naso per poi diffondere un gusto irresistibile, liberando allettanti aromi di frutta gialla e agrumi. Elegante nel gusto, minerale e munito di gran struttura oltre che da una piacevolissima morbidezza.

Compagno ideale di un elegante aperitivo a base di crostacei o per dei classici spaghetti alle vongole è il raffinato Pas Dosé. Si annuncia morbido, rotondo e dotato di grande equilibrio. Illuminato da un suadente paglierino e con perlage sottile ma persistente, al naso si evidenzia nelle fragranze di frutta secca e dolci da forno, che via via lasciano spazio ad aromi più fruttati. Si accomoda in bocca con tutta la sua freschezza, ma poi tendono a prevalere mineralità e sapidità.

Elemento distintivo del Rosé Altemasi, altra chicca da non perdere, è il suo colore tenue e delicato. Al calice si veste infatti di un delizioso rosa antico, presentando inoltre un perlage fine e continuo. Regala un fragrante bouquet con una netta prevalenza di piccoli frutti rossi, come lamponi, fragoline e ciliegie. All´assaggio appare morbido, molto elegante e dal gusto limpido, pulito e persistente.

Come dicevamo in apertura, Ferrari è la prima casa italiana di bollicine Metodo Classico. Ogni bottiglia è un pezzo unico. Concepito, seguito e perfezionato secondo il rigido insegnamento di Giulio Ferrari.

Era il 1906, quando il Ferrari (www.cantineferrari.it) ottenne il suo primo, prestigioso premio: la medaglia d´oro all´Esposizione Internazionale di Milano. Da allora è stato un solo susseguirsi di premi piovuti dalle più importanti guide del settore e non solo. Nel commentare la sua scelta, ad esempio, il Gambero Rosso utilizzò queste parole: "Godetevi le migliori bollicine d´Italia, che sono anche fra le migliori al mondo".

Non ha quindi bisogno di molte presentazioni questa prestigiosa cantina. E sarebbe scontato dire che i suoi sono tutti spumanti da Formula 1. Ma in realtà è proprio così. Leader di questa squadra di etichette da competizione è la Riserva del Fondatore Giulio Ferrari: una straordinaria interpretazione del Blanc de Blanc, un cru da fuoriclasse e dal bouquet etereo e di rara intensità. Dona emozioni indimenticabili e appaganti, coinvolgendo ognuno dei cinque sensi. Chi ama le bollicine non può certo perdersi l´esperienza unica di degustare questo grande spumante. Degno compagno di squadra è il Ferrari Perlé che scende in pista vestito di un elegante color giallo paglierino con riflessi dorati. La maturazione di circa cinque anni su lieviti selezionati gli consente di acquisire un bouquet particolarmente fine, con note di fiori di mandorlo, mela e lime. Al palato appare molto equilibrato e al contempo ben pulito ed elegante. Imprime una lunghissima sensazione di morbidezza accanto a un´esuberante percezione fresco-sapida.
Si dice che le donne amino molto gli spumanti Rosé. E il gentilsesso non verrà certo deluso dal Perlé Rosé. Matura come minimo cinque anni su lieviti rigorosamente selezionati e si presenta al calice elegantemente bello nel suo rosa antico. Risulta fresco e leggiadro proponendo in prima battuta aromi di rosa, peonia e glicine. Seducente ed elegante al palato, racconta delicate fragranze speziate e ammandorlate.


A cura di Ludovico Paganelli

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