28 Settembre 2020
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Il Collio Friulano e i Grandi Bianchi firmati Venica

17-09-2015 - Per Bacco!
Un territorio dai panorami mozzafiato. Suggestivi contrasti tra le verdi pianure e le bianche rocce delle Alpi. Signori, questo è il Friuli Venezia Giulia: un enorme bacino vitivinicolo costellato da splendide distese di ordinati vigneti, che ricevono preziose sostanze minerali strappate alle montagne e trasportate dalle correnti di celebri fiumi, tra cui Piave, Isonzo, Tagliamento e Livenza.
Dai Colli Orientali del Friuli al Collio Goriziano. È qui che troviamo solo alcune delle numerose cantine che producono le tante DOC del territorio. E così possiamo degustare eccellenti vini realizzati con uve internazionali come Merlot e Cabernet. Ma naturalmente non manca un inestimabile patrimonio di vitigni autoctoni: Ribolla Gialla, Schioppetino, Pignolo e Refosco dal Peduncolo Rosso tanto per fare qualche esempio.

Ma è proprio sui grandi vini bianchi del Collio che vogliamo oggi concentrare la nostra attenzione. Riconosciuto come una delle aree più prestigiose d´Italia per la produzione vitivinicola e soprattutto per l´alta qualità dei suoi vini bianchi, appunto, che si rivelano unici ed indimenticabili, il Collio è un susseguirsi di dolci colline scandite da piccoli borghi con una superficie vitata di 1500 ettari a denominazione di origine controllata, divisa in micro aree dotate di propria personalità. È una pietra preziosa nel mondo del vino, il cui territorio comprende otto dei venticinque comuni della provincia di Gorizia: Cormòns, San Floriano del Collio, Mossa, Capriva del Friuli, San Lorenzo Isontino, Farra d´Isonzo e Dolegna del Collio.

E proprio qui, a Dolegna del Collio, sorge una strepitosa realtà a conduzione familiare che dal 1930 raccoglie continui successi nel segno della passione, del sacrificio e del pieno rispetto della vigna. Stiamo parlando di Venica (www.venica.it), azienda vinicola sapientemente condotta dagli eredi diretti del nonno Daniele Venica: Gianni, Giorgio e Giampaolo. Che così, attraverso semplici ma sentite parole, sintetizzano il loro incessante lavoro: "L´evoluzione del mercato ci ha portato a produrre vini che devono avere una costanza qualitativa; non c´è più concesso di improvvisare o subire passivamente la benevolenza o meno delle annate. I nostri vini vengono pensati e tutta la filiera produttiva si deve allineare a questo concetto." Ma non solo. Alla luce del continuo impegno profuso volto a coniugare al meglio tradizione e innovazione aggiungono: "Lo sforzo che stiamo facendo è diretto anche a capire e conoscere le caratteristiche dei numerosi microclimi presenti sulla nostra proprietà, al fine di comporre un mosaico delle diversità dei vari siti".

E così prendono vita straordinarie etichette, simbolo di una produzione che conquista l´eccellenza in particolar modo nei bianchi, che si presentano assai complessi e dalle caratteristiche uniche grazie anche alla presenza di oltre 50 microclimi diversi, positivamente influenzati sia dalle correnti mediterranee, sia da quelle fresche provenienti dalle Alpi. Il terreno denominato Ponca, che tra le mani si sbriciola rivelando minuscoli fossili che donano al vino una mineralità unica, insieme all´evoluzione in cantina completano l´opera.

Nel regno dei grandi vini bianchi griffati Venica, il Re Assoluto è senza ombra di dubbio Sua Maestà il Sauvignon. Si chiama Ronco delle Mele ed è un pregiatissimo nettare in grado di sedurre anche i palati più esigenti.
Si presenta smagliante in tonalità verde oro. Il profilo olfattivo gioca su sensazioni di cedro, lime e ananas. Ammaliante, come dicevamo, al palato: svela una gran classe per freschezza agrumata e sapidità minerale. Lungo e persistente il finale. Da stappare con i ravioli all´astice.

Ecco poi il Friulano Ronco delle Cime: si annuncia al calice vestito di giallo paglierino e si apre al naso con un bouquet articolato e complesso che spazia tra glicine, mandorla amara e rosa. Conquista il palato grazie alla sua morbidezza, accompagnata da un gusto complesso e profondo. Ideale in abbinamento a una tipica fetta di prosciutto San Daniele.

È affascinante pensare che La Ribolla Gialla di Venica prenda il nome da una celebre opera di Alessandro Manzoni: si chiama infatti L´Adelchi quest´altra etichetta capolavoro che racchiude in sé un vino di cui si testimonia la presenza fin da tempi antichissimi.
Si distingue per il suo colore paglierino vivace, accanto a un profumo elegante e intenso e dal sapore armonico. E infatti non deludono i profumi di nespola, mela, mandorla e suggestioni di argilla. Al gusto appare consistente, ben proporzionato e con sfiziosi rimandi fruttati.

Non ultima, tra le etichette che abbiamo avuto l´onore di degustare, segnaliamo la Malvasia Pètris. Nel bicchiere cattura subito lo sguardo grazie al color paglierino chiaro con riflessi verdognoli, per poi riempire l´olfatto con sentori di frutta matura, tropicale ed esotica. Emergono ananas, melone, mela cotta e banana. Lascia in bocca un retrogusto decisamente persistente. Ottima su una tempura di gamberi.


A cura di
Ludovico Paganelli

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