23 Novembre 2020
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I Grandi Cru di Michele Chiarlo: Verticale di Barolo Cerequio

08-05-2012 - Per Bacco!
Si è tenuta presso lo Spazio 10 Watt di Milano una degustazione verticale di Barolo Cerequio di Michele Chiarlo. Un´occasione unica per apprezzare insieme all´enologo Stefano e al papà Michele le annate più significative di questa meravigliosa etichetta. Ma anche un´ottima vetrina per presentare i due nuovi nati dalle cantine di Calamandrana: Vigne di Chiarlo Monferrato Rosso e Vigne di Chiarlo Chardonnay. Il primo è un eccellente risultato scaturito dall´impianto di differenti varietà in gran parte autoctone del Monferrato su terreni esposti in posizioni particolarmente favorevoli. Un vino di grande eleganza, rotondità e freschezza capace di riassumere in sé le preziose caratteristiche del terroir. Il Monferrato Rosso Vigne di Chiarlo si annuncia al calice vestito di un accattivante color rosso rubino intenso, profondo e luminoso. Seduce il naso sprigionando aromi freschi di frutti di bosco accanto a note speziate. Al palato conferma la sua freschezza, donando al contempo un piacevole impatto di rotondità. Si abbina molto bene se accompagnato da affettati nobili. Il Vigne di Chiarlo Chardonnay, arricchito tuttavia da un 10% di Sauvignon così da enfatizzarne la piacevolezza, prende vita da vigneti impiantati su terreni, che per clima e composizione del suolo, sono straordinariamente vocati alla produzione di uno Chardonnay distinto per finezza ed eleganza. E infatti si adorna di un signorile giallo paglierino dai riflessi brillanti. Al naso richiama sensazioni di freschezza, intensità ed eleganza, effondendo note di fiori di campo, pesca gialla matura e note minerali. Che in matrimonio al sapore fruttato fa di questo vino un prodotto di grande charme e piacevolezza, ideale se accostato alle cruditè di pesce.

E dopo questa doverosa quanto interessante presentazione, eccoci davanti ai grandi cru di Cerequio. Che tutte le classificazioni inseriscono ai vertici dei cru di Barolo. Quello di Michele Chiarlo proviene da vigneti esposti a sud/sud ovest dall´età media superiore ai 35 anni, impiantati su terreni che sembrerebbe conservino un segreto: sono composti da marne calcaree grigiastre, a ph basico, povere di sostanza organica ma ricche di magnesio, responsabile dell´estrema ed elegante balsamicità di questo magnifico vino. Si parte dal 2007, poi si degustano il 2004 e il 2000 sino a concludere con la Riserva 2006, realizzata per celebrare la cinquantesima vendemmia di Michele Chiarlo.

Il Barolo Cerequio 2007 esprime già in età giovanile caratteristiche proprie, esibendosi al calice nel suo inconfondibile rosso granato vivo dalla sorprendente luminosità. Nei profumi è ampio e avvolgente, un concerto di aromi. Prevalgono ribes nero, marasca, radici di genziana e spezie delicate. Rigoglioso al palato, colpisce per armonia e per la trama seducente dei tannini, che assicurano a questo millesimo un felice e sereno invecchiamento in cantina.

La vendemmia del 2004 verrà ricordata per i drastici interventi di diradamento in vigna. Un clima eccezionalmente favorevole ha infatti contribuito in modo determinante a un ingrossamento eccessivo dei grappoli di Nebbiolo. E al fine di preservare l´ideale maturazione di tutte le uve, si è dovuto appunto ricorrere a una costosa e severa operazione di diradamento. Ma ne è valsa la pena. Mai come nel 2004 si è verificata una differenza qualitativa così evidente. Quello del 2004 è un Barolo di grande struttura e personalità, votato a una vita longeva. Si avvertono inconfondibili fragranze di prugna secca, liquirizia e una dolce speziatura. Persistente al palato, dove irrompe con un gusto di grande impatto emozionale caratterizzato da una rara opulenza e tannini perfettamente integrati.

Il 2000 stupisce per eleganza e freschezza balsamica, considerando che è un vino che supera ampiamente i dieci anni di età. Diffonde profumi eterei che inebriano il naso con note di eucalipto, pepe nero e genziana. Invita all´assaggio, offrendo in bocca una netta sensazione di pace grazie al suo perfetto equilibrio e alla dolcezza della trama tannica.

La Riserva del 2006, che per fregiarsi di tale titolo - lo ricordiamo - deve invecchiare per almeno cinque anni, si evidenzia al calice in un bellissimo rosso granato vivo di grande profondità. Al naso emergono sentori ben marcati di bacche rosse, cioccolato, menta e spezie molto fini, accanto a coinvolgenti note balsamiche degne di un grande cru. Provocante in bocca: esprime un incredibile effetto seta armonico e seducente. Il finale è da applausi grazie alla grandiosa persistenza, alla freschezza e a un lusinghiero retrogusto.


Servizio a cura di
Ludovico Paganelli


Su Michele Chiarlo vedi anche:
Michele Chiarlo apre Palas Cerquio, Resort di Lusso


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