03 Luglio 2020
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Chateau Petit Village e i suoi grandi vini di Pomerol

21-01-2016 - Per Bacco!
È l´Olimpo dei vini rossi. Aleggia qui l´anima di Bacco, che in questi territori unici per microclimi, varietà e fascino rende l´atmosfera di ben 120 mila ettari di terreno ricca di leggenda e mito. Siamo nel territorio di Bordeaux e subito tornano alla mente nomi magici e straordinari come Margaux, Mouton Rothschild, Latour, Lafite, Haut Brion e Yquem. Châteaux storici ed evocativi che tutti gli appassionati di vino sognano di poter offrire loro un posto d´onore nella propria cantina. Sì perché a Bordeaux ogni bottiglia porta il nome di uno Château. Ma non è questo l´unico segno di distinzione. Le cantine non si chiamano caves come nel resto della Francia, ma chais. Le botti in legno si chiamano barriques e non tonneaux. Tutto qui è speciale.

La strada del vino si snoda tra dolci panorami per circa 200 chilometri: da Saint Emillon risalendo la Garonna e la Gioronda, ecco aprirsi agli occhi vigneti ordinati e ben curati, prestigiosi castelli, dune, pinete, fiumi e infine l´Oceano che si presenta in tutta la sua maestosità una volta arrivati a Le Verdon sur-Mer, città posta sull´estuario della Gironda e che in qualche modo segna la conclusione di un itinerario unico e incantevole.
Si attraversano allora paesi leggendari come Sauternes, regno incontrastato dell´omonimo vino dolce e voluttuoso, Léognan e poi Bordeaux. Vera e propria Città del Vino, veniva chiamata dai Celti "Porto della Luna". Oggi Bordeaux è annoverata dal 2007 tra i siti Patrimonio dell´Umanità protetti dall´UNESCO. Merita assolutamente una visita il centro storico, passeggiando tra Place de la Bourse, l´antico quartiere di Saint-Pierre e l´Esplanade de Quinconces.

Proseguendo verso nord-est si entra nel mitico Médoc, una lingua di terra lunga e stretta adagiata tra l´Atlantico e la Gironda. È qui che i filari di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot danno vita ai vini rossi più prestigiosi del mondo capeggiati dai 5 Premiers Crus Château Lafite, Château Latour, Château Margaux, Château Mouton-Rothschild e Château Haut-Brion.

Accanto a questi mostri sacri dell´enologia, non bisogna tuttavia lasciarsi sfuggire le eccellenti etichette realizzate a Pomerol da Château Petit Village (www.petit-village.com). Fa parte del Gruppo Axa Millésimes, che possiede inoltre due altri prestigiosi Châteaux: Château Pichon Baron a Pauillac (www.pichonbaron.com) e Château Suduiraut (www.suduiraut.com) situato nel comune di Preignac, che accanto a Sauternes, Bommes, Bersac e Fargues, fa parte di quei cinque meravigliosi comuni che danno vita al mitico Sauternes.

Ma andiamo con ordine. Dai preziosi e ben ordinati vigneti di Pomerol, ecco il favoloso Château Petit Village 2010. Nasce da un sapiente assemblaggio di Merlot, che conferisce al vino morbidezza e rotondità, con l´aggiunta di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon indispensabili per donargli struttura e complessità. Gli acini vengono selezionati con grande rigore assicurando una produzione di altissima qualità. Si presenta al calice vestito di un color rosso rubino quasi impenetrabile. Una compattezza cromatica che fa da preludio a un olfatto di superba eleganza. E infatti è così. Al naso regala profondi aromi fruttati, tra i quali spiccano ribes, ciliegie e mirtilli. Oltre a una sinfonia di pepe nero, caffè e rosmarino che completano l´opera. Al palato è seducente e incantevole. Presenta tutte le caratteristiche di un grande vino: piena armonia nel gusto, accanto a una sensualità unica grazie alla dolcezza e alla morbidezza dei tannini. Il finale è persistente e gioca su splendidi richiami di sottobosco e frutta secca.
Il millesimo 2012 si manifesta avvolto in un grazioso color rosso rubino. Il naso è complesso: emergono aromi decisi di frutti maturi, ma anche impronte balsamiche e speziate. In bocca è sensuale e aristocratico, di grande struttura e complessità. Trasmette una straordinaria sensazione setosa, tipica dei vini di Pomerol. Notevoli i tannini così come la grande persistenza aromatica. Spettacolare se custodito in cantina a invecchiare.

Dulcis in fundo, ecco a voi Sua Maestà il Sauternes. Da sempre si distingue per complessità aromatica ed eleganza. Le sue uve, Sémillon e una piccolissima percentuale di Sauvignon, crescono coccolate da un microclima ideale che culmina in autunno quando l´alternarsi della bruma del mattino con la calura del giorno e l´umidità della notte, favorisce la proliferazione della mitica Botrytis Cinerea. Si tratta di una muffa nobile che va a formarsi sugli acini dei grappoli non ancora raccolti, causando un´evaporazione dell´acqua e aumentando a dismisura gli zuccheri e i sapori. Inutile dire che tale muffa è indispensabile e preziosa per la creazione del Sauternes. Ma la resa è purtroppo molto bassa e questo spiega il costo di una bottiglia.

Non possiamo non citare a questo punto il Re di tutti i Sauternes: Château d´Yquem (www.chateau-yquem.fr). Dal 1855 è l´unico Premier Cru Supérieur nella classificazione dei vini bianchi della Gironda. Se vi trovate in zona prenotate una visita al Castello: i vigneti che lo circondano sono di una perfezione assoluta, un vero e proprio giardino incantato. Tra gli eleganti filari, i pochi acini ammuffiti danno così vita a una delle etichette più ambite dai collezionisti e dai buongustai di tutto il mondo.




A cura di Ludovico Paganelli

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