01 Dicembre 2020
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Ar. Pe. Pe. e Nino Negri: tra i migliori interpreti dei grandi Vini della Valtellina

25-11-2014 - Per Bacco!
Cinque Strade del Vino: Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella. La Valtellina oltre a ospitare lungo i fianchi delle Alpi Retiche la più estesa viticoltura verticale d´Italia, vanta una cultura enologica che affonda le proprie radici nei secoli addietro. Un´esperienza centenaria che nel tempo ha permesso all´uomo di creare splendidi filari perfettamente allineati in balzi scoscesi di terra riportata, sostenuti da muretti a secco detti ronchi. Nella quasi totalità dei casi il vitigno coltivato è il Nebbiolo, localmente detto Chiavennasca. Le varietà secondarie sono la Pignola, la Rossola e la Brugnola. Oggi tutta questa meraviglia è in lizza per essere protetta dall´UNESCO come Patrimonio dell´Umanità.

Tra i vini più rappresentativi della Valtellina, troviamo il Sassella. Tra vigne, prati, borghi antichi e terrazzamenti cesellati dalla pazienza dell´uomo nei secoli, la zona di produzione del Valtellina Superiore Sassella DOCG si trova subito a ovest di Sondrio, fra il Comune di Castione Andevenno e il grande dosso che si erge a ovest del capoluogo. Un´area impervia e soleggiata, che regala grandi vini dai profumi intensi e votati all´invecchiamento.

Una delle aziende che meglio interpreta la realizzazione del Sassella è Ar. Pe. Pe. (www.arpepe.com). Acronimo di Arturo Pelizzatti Perego, un uomo che tanto ha fatto per la Valtellina. Forte dell´esperienza ultracentenaria maturata nell´azienda dal padre e dal nonno, decise nel 1984 di dare vita alla ditta che oggi porta il suo nome, con l´obiettivo di esaltare al massimo le potenzialità di un terroir unico come quello valtellinese. Grazie anche all´utilizzo di spazi eco-sensibili a impatto zero, soluzioni innovative e passione, Ar. Pe. Pe. ha reso omaggio alla ricchezza del territorio valtellinese.
I vini trascorrono anni di lenta evoluzione, con tempi anche nettamente superiori alle richieste dei disciplinari. Fino all´imbottigliamento rigorosamente scandito dalle fasi lunari.
Oggi sono i figli Isabella, Emanuele e Guido che portano avanti l´opera del padre. Con passione e dedizione, sfidando gli impervi terrazzamenti che ospitano le viti, la preziosa e limitata produzione di Ar. Pe. Pe. è ora tornata a essere un riferimento nel panorama enologico nazionale e internazionale.

Il Sassella Rocce Rosse Riserva 2002 di Ar. Pe. Pe. è tra le etichette fiore all´occhiello. Un cru che ha spesso ottenuto importanti riconoscimenti dalle migliori guide di settore e dai concorsi nazionali e internazionali. Si presenta al calice vestito di un color rosso granato dall´ottima profondità. Al naso appare aristocratico, con una prevalenza di raffinate essenze di amarena, tabacco e spezie dolci. Morbido al palato, si distingue per freschezza e struttura, con retrogusti speziati e un piacevolissimo finale minerale.
Il Sassella Stella Retica Riserva 2010 prende vita dalle zone centrali del Valtellina Superiore, da uve nebbiolo in purezza collocate tra i 400 e i 500 metri d´altezza. Vino dal carattere versatile: i più intraprendenti lo possono abbinare addirittura al pesce. Si annuncia avvolto da un terso color rubino. Diffonde al naso eleganti effluvi di lamponi, ribes e pepe rosa. Fresco e sapido all´assaggio, con un tannino molto sottile e di buona morbidezza.
Ideale per un consumo quotidiano è il Rosso di Valtellina 2012. Per produrlo si selezionano i vigneti Sassella e Grumello prossimi al fondovalle, così da ottenere un vino fresco e fruttato. Dai profumi immediati di frutti di bosco e lievi tratti balsamici, appare molto piacevole al palato grazie alla sua leggerezza e ai tannini appena appena avvertibili. Un classico.

Tradizione e tecnologia: per l´Azienda Agricola Nino Negri (www.ninonegri.net) sono questi i pilastri portanti su cui si fonda la propria attività. Una politica sicuramente vincente, visti gli importanti riconoscimenti ottenuti dalle loro etichette più rappresentative. Numeri da capogiro, quelli di Nino Negri: 1500 barrique, oltre 100 botti più piccole e numerose vasche d´acciaio. E poi 31 ettari di proprietà con nuove selezioni clonali di nebbiolo e nuovi sistemi di impianto a girapoggio.
La storia della cantina è lunga oltre un secolo e le sue origini risalgono al 1897, quando Nino Negri, originario di Aprica, decideva di avviare a Chiuro l´attività vitivinicola.

Nel corso degli anni la stessa azienda cresce in famiglia, ma verso la fine degli Anni 60 passa alla svizzera Winefood. Che però nel 1986 cede definitivamente la proprietà al Gruppo Italiano Vini, di cui oggi Nino Negri costituisce un fiore all´occhiello. Le grandi selezioni di Nino Negri sono rappresentate da 12 vini, che nascono dalla scelta accurata delle uve e dei vigneti ubicati nelle 5 sottozone e che rappresentano la più alta espressione delle due DOCG della Valtellina: Valtellina Superiore e Valtellina Sfursat. Quest´ultimo è il più nobile dei vini valtellinesi, frutto della selezione delle migliori uve Nebbiolo che subito dopo la vendemmia, seguendo una tradizione antichissima, vengono distese in locali asciutti e ben areati su graticci detti "fruttai". Il nome Sfursat deriva proprio dalla pratica di "forzare", ossia prolungare la maturazione dell´uva lasciando appassire i grappoli migliori per alcuni mesi dopo la vendemmia.

Lo Sfursat Carlo Negri 2010, al termine dell´appassimento delle uve per oltre 3 mesi, matura per ben 30 mesi in botti di rovere francese dopo una breve sosta in acciaio. Prodotto esclusivamente nelle annate più favorevoli e in quantità limitata, si presenta al calice agghindato di un intenso color granato. Complesso all´olfatto, sprigiona sentori di fiori secchi, amarene, lamponi accanto a percezioni di caffè e tabacco. Elegante e raffinato al palato, eccelle per freschezza e tannini lisci come seta. Persistente e dal retrogusto di frutta rossa. Da provare in abbinamento al risotto al Castelmagno o come vino da meditazione.
Sempre da uve Nebbiolo in purezza, o Chiavennasca secondo la denominazione locale, dalla sottozona Sassella ecco il Valtellina Superiore Sassella Le Tense 2010. Si chiama così perché durante la dominazione delle Tre Leghe Grigie svizzere, durata dal 1512 al 1797, le vigne migliori venivano appunto "tense". Cioè protette dai guardiani delle viti, detti gli "arbostrari". Dal vivissimo e acceso color rubino, seduce il naso con intricati aromi speziati, oltre a ciliegie, frutti di bosco e amarena. Morbido e al tempo stesso fresco e pieno al palato, regala ritorni ancora speziati e un finale minerale e terroso. Eccellente in abbinamento al cinghiale in umido.
Dalle terrazze esposte a sud lungo i versanti delle Alpi Retiche, ecco il Valtellina Superiore Riserva Nino Negri 2009. Dopo un affinamento di 48 mesi in botti di rovere, conquista lo sguardo la sua tinta rosso rubino. Al naso esprime nettamente sentori di cacao e caffè, per poi dilagare verso ciliegie e lamponi. Assaggio fresco e dai tannini vellutati, si evolve conquistando il palato con una piacevolissima sapidità. Da provare con un succulento maialino arrosto.


A cura di Ludovico Paganelli

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