12 Luglio 2020
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Alla Scoperta del Brunello di Montalcino

11-11-2014 - Per Bacco!
Iscritto dall´UNESCO nel Patrimonio dell´Umanità, il territorio di Montalcino è ospitato da un´unica grande collina in gran parte boschiva. Pensate, solo il 15% del terreno è coltivato a vite. E questa ridotta porzione di terra, ricca in modo diversificato secondo l´altitudine dei vigneti di indispensabili sostanze organiche, accompagnata da un particolare clima mediterraneo, rendono il Brunello di Montalcino un vino di gran pregio e simbolo dell´eccellenza italiana nel mondo.
È un vino capace di invecchiare anche per 30 o 40 anni, se ben conservato. E si abbina deliziosamente a piatti strutturati o formaggi stagionati. Ma è anche un compagno ideale per la meditazione. In enoteca, accanto al classico Brunello di Montalcino, si può trovare la Riserva. La Riserva si distingue per l´affinamento in bottiglia di almeno 6 mesi, contro i 4 dell´Annata, e per l´immissione in commercio che avviene dopo 6 anni dalla vendemmia invece dei 5. L´affinamento del Sangiovese, la sola uva prevista dal disciplinare per realizzare il Brunello, deve invece realizzarsi per almeno due anni in botti di rovere per entrambi gli appellativi.

Cominciamo il nostro viaggio alla scoperta delle migliori Cantine di Montalcino, partendo proprio da quella che per prima contribuì a creare il mito di questo grande vino: la Tenuta Biondi Santi (www.biondisanti.it). Da oltre un secolo i terreni di Villa Greppo regalano al mondo annate memorabili di Brunello, la cui Riserva viene prodotta solo ed esclusivamente nelle vendemmie eccezionali. Quella del 2006 è di sicuro tra queste: ne è scaturito un vino a dir poco straordinario che potremo lasciare in eredità addirittura ai nostri nipoti, grazie a una longevità che può arrivare agli 80 anni. Da stappare qualche ora prima del consumo, la Riserva 2006 della Tenuta Biondi Santi appare seducente al calice, avvolta da una veste granata dalle incantevoli trasparenze. I delicati profumi di spezie, more e sottobosco circondano calorosamente l´olfatto. E detto calore si ripropone anche al palato nel momento in cui si apprezzano in pieno potenza, equilibrio e profondità. Sul finale imprime lunghe e deliziose note balsamiche e minerali. Meravigliosa etichetta da meditazione, oppure da abbinare al fagiano aromatizzato al tartufo.
Annata 2006 si presenta sempre in colori tendenti al granata, ma in toni decisamente più luminosi. Variegati aromi balsamici si alternano con eleganza a sentori di amarena, melograno e sottobosco. L´abbraccio con il palato risulta al tempo stesso vigoroso e morbido, grazie alla freschezza aromatica e a un eccellente equilibrio tannico. Preziosa e persistente l´impronta balsamica che lascia sul finale. Ottimo su un controfiletto alle erbe.

Da Ca´ del Pazzo sembra derivare, secondo alcuni antichi mappali, il nome di un´altra azienda da segnalare come punto riferimento a Montalcino. Stiamo parlando della Tenuta di Caparzo (www.caparzo.com), proprietà Elisabetta Gnudi, magnifica interprete dell´enologia toscana. Accanto ai vini di Montalcino, infatti, non mancano etichette provenienti dal Chianti e da Scansano. Tutto questo fa di Caparzo un´azienda che sfiora il milione di bottiglie all´anno. Ma restiamo sul Brunello: di color rosso granato, si distingue per eleganti e sfaccettati profumi di mirtillo, ciliegia matura, cacao e raffinate note balsamiche. Caratteristiche, queste, che ritroviamo anche nella lunga persistenza al palato. Da segnalare il perfetto equilibrio dei tannini. Si sposa al cinghiale in umido. Il Rosso di Montalcino è senza dubbio meno impegnativo, ma non per questo meno importante. Vestito di un suadente color rubino, si apre al naso emanando fragranze floreali unite a note speziate. All´assaggio appare saporito con evidenti richiami di sottobosco e ricordi lontani di menta e liquirizia. Ideale su uno spezzatino di manzo.

La storia della Fattoria dei Barbi (www.fattoriadeibarbi.it) affonda addirittura nel lontano 1790, quando la Famiglia Colombini ne acquista la proprietà. Da allora è stato un crescendo: dalla Medaglia d´argento riconosciuta dal Ministero dell´Agricoltura nel 1892, alla scalata ai vertici delle più importanti classifiche internazionali. Tra le etichette realizzate dalla Fattoria dei Barbi spicca l´ottimo Brunello Vigna del Fiore, caratteristico perché le sue uve provengono da una delle vigne più antiche della zona, dalla composizione sassosa del suolo. Si presenta agghindato in un sofisticato color granato molto concentrato e si concede al naso rilasciando aromi eleganti che esaltano la dolcezza del mirtillo e la ciliegia matura. Il tutto su uno sfondo di sottobosco, con alcune venature speziate e balsamiche. Al palato si conferma caldo, sinuoso e morbido, sostenuto da una trama fitta e calibrata di tannini nella progressione finale. Un brasato di manzo è il suo perfetto abbinamento. La Riserva 2006 si eleva per uno sfavillante rosso rubino intenso tendente al granato. Al primo naso regala immediatamente un´atmosfera tipicamente scura, con note di prugne mature, cacao amaro e cuoio. In bocca appare caldo, calibrato ed elegante, lungo e raffinato. L´Annata 2007, che si distingue immediatamente dalla Riserva per l´etichetta Blu invece di quella Rossa, appare elegantissimo vestito di un intenso rosso rubino. Le essenze emanate al naso sono prorompenti e a cascata vanno dall´amarena sotto spirito al sottobosco, sino a ciliegia e lontane reminiscenze di eucalipto. Avvolge la bocca con grande intensità, donando una sensazione di rotondità e ampiezza. Ottima la struttura ed eccellente nel finale. Da provare sul cervo in salmì.

Un Brunello stellare, in tutti i sensi, è quello realizzato da Sesti (www.sestiwine.com), in località Castello d´Argiano. Da una piccola Tenuta sorgono grandi vini, come il Brunello Phenomena Riserva 2006. Questa sua particolare denominazione, Phenomena, si spiega per il curioso motivo che la grafica delle etichette varia ogni anno secondo un evento astronomico significativo verificatosi nell´anno della vendemmia. L´etichetta del 2006 riporta il culmine dell´eclissi totale del 29 marzo 2006 mentre il sole attraversava la costellazione dei Pesci. Color granato un po´scuro, emana all´olfatto sentori complessi ed evoluti. In bocca risulta caldo, tannico e ampio con un finale poderoso e persistente. L´Annata 2007 si abbiglia di un granato più trasparente, ma presenta un panorama aromatico di tutto rispetto con essenze balsamiche che si riassumono poi in ricordi di sottobosco, bacca rossa e amarene sotto spirito. Al palato è ampio, avvolgente e di gran struttura. Coerente nel finale. Con una fiorentina alla brace è grandioso.

In località Canalicchio ecco un´altra realtà Montalcinese da non lasciarsi sfuggire: La Gerla (www.lagerla.it). Anche i loro vini hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti e sono conosciuti oggi in tutto il mondo, grazie a un impegno consolidato negli anni che si traduce nella splendida interpretazione della Riserva di Brunello denominata Gli Angeli. Color granato, intriga per il suo particolare ventaglio aromatico composto da ciliegia, ribes nero, tabacco e tracce lontane di liquirizia e menta. Al gusto si propone ricco di calore, con tannini calibrati e un finale che si riassume in nitide scie minerali. Lo consigliamo su uno stracotto di manzo. Molto aristocratica risulta l´Annata 2007, che esprime atmosfere boschive di fragole, ribes e ginepro, contornate da carezze di tabacco e spezie. Ben bilanciati i tannini, si evidenzia corposo e signorile. Si coniuga bene con un filetto al pepe verde.

E per finire... quando si dice poter disporre di Talenti... troppo facile il gioco di parole con quest´altra azienda al top in località Pian del Conte, a sud di Montalcino. È l´Azienda Agricola Talenti (www.talentimontalcino.it) che propone un Brunello Pian di Conte Riserva dalla spiccata eleganza. Si rivela grazie a un intrigante granato piuttosto intenso per poi diffondere al naso un panorama variegato di essenze che si dividono dalla frutta matura al cacao, sino a marasca e confettura di lamponi. Avvolge il palato con una suadente morbidezza che lo eleva a grande eleganza. Morbido, persistente e di gran struttura, non deluderà i buongustai se accompagnato a piatti di cacciagione nobile. Più luminoso è invece il color granata che veste il Brunello d´Annata 2007. Offre un incedere seducente di effluvi di frutta matura, fiori freschi e sottobosco. In bocca è caldo, intenso e del tutto equilibrato, emergono sensazioni vanigliate. Chiude un´apprezzabile eco sapida e fruttata. Splendido sull´agnello alle erbe.



A cura di Franco Lancellotti


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